Genova – Da 25 anni c’è un appuntamento che per Beppe Gambetta segna un ritorno nella sua Genova e, per la sua città natale, è invece l’occasione per spalancarsi al mondo e all’eccellenza della musica acustica internazionale: è l’Acoustic Night che quest’anno vedrà sul palco del Teatro Nazionale di Genova una jam band formata da tre giovani promesse, tre virtuosi americani. Da oltreoceano, infatti, l’artista ha invitato quest’anno Trey Hensley, virtuoso ineguagliato dello stile flatpicking, premiato come miglior chitarrista acustico del 2025 da dall’International Bluegrass Music Association, Maddie Denton, giovane musicista della band East Nash Grass, miglior violinista del 2025 sempre secondo l’Ibma e Hayes Griffin, già turnista di Beppe Gambetta nei concerti negli Stati Uniti, è un polistrumentista capace di suonare mandolino, chitarra e basso. L’appuntamento, per tre sere dal 21 al 23 maggio, ha già visto grande adesione dal Nord Europa, dagli Stati Uniti e dal Canada.

Beppe Gambetta a Genova, ecco un'anteprima di "Who rings the bell", aspettando l'Acoustic Night 2026

Jam band, un salto nei favolosi anni Sessanta “Jam band è uno stile musicale nato nella San Francisco degli anni ‘60, è uno stile che non aveva confini tra generi musicali, in cui si lasciava ampio spazio per improvvisare all'interno di tutti i brani. Era una stagione in cui si parlava di pace, di amore per la natura e vogliamo sintonizzarci su quella lunghezza d’onda. Per farlo, ho scelto tre giovani che arrivano dall’Ohio e dal Tennessee, in una sorta di passaggio di testimone. Con tutti loro, racconteremo tante storie legate all'improvvisazione che si legano anche alla nostra città perché Genova è la città di Nicolò Paganini, è la città anche di Bambi Fossati, di Armando Corsi, tutti grandi improvvisatori”. Hayes Griffin, dal “plettro magico” di Gambetta a un concerto insieme 30 anni dopo Passato e futuro che si intrecciano, in quegli incontri che solo la musica riescono a creare. Un po’ come quello tra Hayes Griffin e Beppe Gambetta. “Hayes è un bambino a cui avevo dato il plettro circa 30 anni fa, un bambino a un mio concerto a cui avevo detto ‘ti do questo plettro, non perderlo perché contiene tutte le note, è un plettro magico’ e ora è qui che suona insieme a me”. Così 30 anni dopo sono insieme, in Italia, per fare un concerto assieme. “Se ho iniziato a suonare è proprio anche grazie a quell’incontro, ero rimasto affascinato”, racconta Griffin. “Questa non è la mia prima volta in Italia, ho fatto la proposta di matrimonio a mia moglie a Vernazza undici anni fa, amiamo l'Italia, ma questa è la mia prima volta a Genova e, appena sceso dal treno, ho provato una strana sensazione. Genova e Colombus, la mia città, sono gemellate e ho sentito un certo tipo di energia. Vedere la casa di Cristoforo Columbo, via Garibaldi e il violino di Paganini è stato così potente che ho pianto”. Viaggio tra passato, presente e futuro Tre ore di pura musica, un viaggio che attraverserà anche Genova, a cui Gambetta ha dedicato anche una canzone in zeineze “Dove Tia O Vento”, e che proporrà anche nuove composizioni, come “Who Rings the Bell”. “Si tratta di un brano che vuole raccontare i sentimenti che viviamo in questo periodo storico, in cui ogni giorno arriva una nuova sorpresa a cui bisogna abituarsi. E quindi anche musicalmente ho scritto un brano che sviluppa un tema che cambia continuamente, come se qualcuno ogni giorno bussasse alla porta, se un campanello suonasse: è una metafora di questi tempi che stiamo vivendo così purtroppo insicuri”.