Cardinale come i Friedkin orientato a stare dalla parte dell’allenatore. Lo svedese sempre più ai margini
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C’è una qualche analogia tra lo scontro avvenuto nella Roma tra Ranieri (rappresentante della proprietà) e Gasperini con decisione finale del club di schierarsi dalla parte del tecnico e liquidare invece la figura di riferimento rimasta cara nel cuore dei tifosi e ciò che sta accadendo dentro le viscere del Milan. Gerry Cardinale, piombato a sorpresa a Genova per assistere alla sfida decisiva per rientrare nella corsa Champions, dopo aver citato nell’intervista per tre volte il rapporto con Allegri, si è seduto in tribuna tra Calvelli, Tare e Furlani. Assenti, nell’occasione, in modo significativo sia Ibra (col quale Max ha rotto i rapporti) che Moncada, entrambi mai più visti a Milanello durante gli ultimi mesi. Una differenza però c’è, va segnalata ed è la seguente: al contrario di Ranieri, Ibra è un socio di Cardinale in Red-Bird avendo versato una quota del patrimonio personale. Il patron del fondo americano ha promesso che a fine campionato, e col destino del club scolpito dalla classifica, tirerà una linea e farà delle scelte definitive sulla guida nel futuro. Da segnalare che nel frattempo Ibra trascorrerà 45 giorni negli Usa perché ha assunto il compito di commentatore televisivo dei prossimi mondiali di calcio. Come può occuparsi del Milan stando via dall’altra parte del mondo per 45 giorni, quelli decisivi per impostare la prossima stagione con relativo calcio-mercato? Non solo. Prima di riprendere il volo per Londra, sempre Cardinale, avendo ascoltato il commento di Max a fine partita («le parole di Gerry hanno prodotto una energia positiva »), ha ammesso di aver molto apprezzato.







