Il presidente degli occultisti italiani racconta infanzia e giovinezza. Poi consiglia Giorgia Meloni

Il Divino Otelma, Primo Teurgo della Chiesa dei Viventi (la sua), presidente degli occultisti italiani, dice che non può prevedere i numeri al Lotto perché «ci è proibito, va contro la nostra deontologia». Ce l’hanno anche i maghi, quindi, come racconta il genovese 77enne Marco Amleto Belelli in un’intervista al Corriere della Sera. Anche se c’è un aiuto: «In certune occasioni offriamo una tabella di numeri armonici alla data di nascita. Alcuni hanno vinto, ma a noi non hanno dato nulla». Vedi a volte l’ingiustizia.

L’infanzia del Divino

Otelma (ovvero: Amleto al contrario) racconta la sua infanzia: «I miei genitori mi chiamarono Amleto, poi li convinsero ad aggiungere Marco: “Altrimenti lo prenderanno in giro”. Non mi interessavano gli altri bambini, mi tediavano, li giudicavo estremamente banali. A 9 anni già avevo letto l’ Iside svelata , testo assai complesso di teosofia». Poi la carriera mancata: «Dopo la laurea in Scienze politiche a pieni voti all’università di Genova, fui invitato da due banche. Andai a dare un’occhiata, fu deprimente, persone tristi». Ma una carriera c’era: «Diventai fiduciario della Giovane Italia, vicina al Msi. Feci iscrivere anche il figlio di Augusto Pedullà, allora sindaco di Genova, sinistra democristiana. Il padre mi supplicò di annullare la tessera. Quindi passai alla Dc, sempre a destra, con Scelba e Lucifredi. Nel 1975 entrai nel giro Radicale. Con Pannella ebbi vivaci discussioni. Ammiravo la sua eloquenza, la capacità di ammaliare le masse. Un gigante tra i nani».