Con l’avvicinarsi della bella stagione, il mare torna protagonista, insieme alla ricerca di destinazioni che non si esauriscano alla sola spiaggia. La Guida Michelin ha selezionato alcune delle località balneari più interessanti a livello internazionale, dove la bellezza del paesaggio si accompagna a ristoranti premiati e hotel di livello. Dalle coste più remote alle mete iconiche, l’elenco riunisce otto idee di viaggio che condividono la stessa cifra: un’offerta di ospitalità in grado di trasformare il soggiorno in esperienza completa, tra cucina d’autore e comfort d’eccellenza. Ecco le mete suggerite dalla Rossa: fra queste, anche una italiana. Riviera Maya, MessicoLungo quasi 160 chilometri di costa caraibica, la Riviera Maya concentra alcuni degli elementi più riconoscibili dell’immaginario balneare: sabbia bianca finissima, acque trasparenti, e una selezione di resort che da soli valgono il viaggio. «Ma, qui — sottolineano gli ispettori — il mare è anche cucina»: a dare una nuova direzione alla tradizione dello Yucatán è, tra gli altri, lo chef Jorge Vallejo, che al ristorante «Bu’ul», all’interno dell’hotel Chablé Maroma (una Chiave Michelin), rilegge materie prime e ricette locali con sensibilità contemporanea, accompagnandole a una curata selezione di vini autoctoni. Situata a breve distanza da Playa del Carmen, la struttura rappresenta una delle mete più esclusive del litorale: ville immerse nella vegetazione, architetture in dialogo continuo con il paesaggio circostante, piscine private che si aprono sulla giungla. Poco più al largo, la seconda barriera corallina più estesa al mondo rende il tratto di oceano ideale per lo snorkeling. Per chi sogna di «addormentarsi cullato dal suono delle onde», invece, Hotel Esencia — l’unico nella zona ad aver ottenuto tre Chiavi Michelin — propone bungalow con tetti in palma direttamente sulla spiaggia, a pochi passi dall’acqua. Vietnam centraleAlcuni viaggi iniziano durante tragitto che li precede: è il caso del Vietnam centrale, destinazione in cui «il senso della distanza diventa parte dell’esperienza». Qui si trova Zannier Bãi San Hô, rifugio da 73 ville situato su una penisola privata nella provincia di Phú Yên, tra risaie, villaggi di pescatori sospesi sull’acqua, e il suggestivo «Sea of Cliffs», la scogliera di Đá Đĩa. L’itinerario può cominciare poco più a nord, al Four Seasons Resort The Nam Hai, vicino a Hội An, dove tra cooking class ed escursioni guidate si entra gradualmente nel ritmo del luogo, prima di raggiungere la distesa di China Beach, una delle più scenografiche del paese. Si prosegue, poi, lungo la costa — anche a bordo di treni d’epoca — fino a Zannier Bãi San Hô: sentieri sugli speroni rocciosi, paddle tra acque trasparenti, tetti di paglia, tavoli sulla sabbia, e la cucina ittica del ristorante «Làng Chài». Per una parentesi più gastronomica, Ho Chi Minh City completa il viaggio con una scena fine dining in forte crescita: tra le insegne raccomandate dalla Rossa, gli stellati «Akuna» e «CieL», e il tristellato «Disfrutar». Maiorca«È difficile scegliere tra le spiagge di Maiorca — la più grande delle Baleari — dove la montagna sembra scendere direttamente nel mare», osservano gli ispettori. L’isola alterna beach club sofisticati e resort affacciati sull’acqua a calette più appartate e baie poco profonde, spesso punteggiate da ristoranti di grande fascino. Sulla costa nord-occidentale, incastonata nella Serra de Tramuntana (patrimonio UNESCO), la tenuta Son Bunyola Hotel & Villas si estende per oltre 300 ettari; il cuore della residenza è una «finca» — tipica dimora rurale spagnola — del XVI secolo, restaurata e riconvertita in un boutique hotel da 27 stanze, premiato con una Chiave Michelin. Le suite, ricavate nella torre principale, si sviluppano su più livelli, con terrazze private che diventano belvedere sul paesaggio circostante. Durante la permanenza, tra relax in piscina, escursioni in barca a vela e passeggiate lungo i viottoli costieri, vale la pena concedersi una sosta al ristorante «Voro», unico bistellato dell’arcipelago, dove lo chef Álvaro Salazar firma un percorso degustazione che intreccia radici maiorchine, influenze mediterranee e citazioni all’Andalusia. Isole grechePer lungo tempo Atene è stata considerata soltanto la soglia d’accesso alle Cicladi, una «tappa» prima di Santorini o Mykonos. Oggi, però, la città sta vivendo una nuova centralità grazie a strutture alberghiere d’eccellenza, come il Four Seasons Astir Palace — unico hotel greco insignito di tre Chiavi Michelin — affacciato sull’Athens Riviera. Immerso tra mare e pinete, su una penisola privata, il resort riunisce tre spiagge riservate e dieci indirizzi dedicati alla ristorazione, tra cui il ristorante stellato «Pelagos». Dal pontile dell’hotel si salpa, poi, verso le isole del Golfo Saronico — Egina, Hydra, Spetses — tra siti archeologici, taverne affacciate sull’acqua e piccoli porti disseminati di boutique. A Cefalonia, invece, il ritmo rallenta: l’Eliamos Villas Hotel & Spa (una Chiave Michelin), accoglie gli ospiti in dodici ville immerse nella quiete, con piscine private e terrazze aperte sullo Ionio, per un soggiorno essenziale e raccolto, lontano dalla frenesia della capitale. Miami BeachMiami Beach va in contro a una stagione di rinascita, tra storici hotel art déco riportati a nuova vita, e aperture recenti che confermano un dinamismo senza sosta. Lungo Ocean Drive, le insegne al neon delle tavole calde di lunga tradizione continuano a illuminare la scena, ma basta spingersi pochi isolati oltre per scoprire una proposta gastronomica sempre più identitaria e contemporanea. Emblematico il ristorante «Stubborn Seed», con un percorso degustazione che valorizza il territorio attraverso materie prime biologiche provenienti dalla fattoria del team. Sul fronte dell’ospitalità, il Faena Hotel Miami Beach, cuore dell’omonimo distretto, incarna l’estetica più spettacolare della città, tra soffitti dorati, mosaici scenografici, e ambienti teatrali che si aprono su una piscina idromassaggio d’ispirazione rétro. Completa l’esperienza una spiaggia attrezzata con daybed e lettini fronte oceano, accompagnati da un servizio dedicato direttamente sotto l’ombrellone. SardegnaLa Costa Smeralda è spesso associata a Porto Cervo e al suo universo di yacht e jet set internazionale ma, oltre la sua immagine «patinata», resiste una Sardegna più silenziosa e autentica, fatta di siti archeologici, vigneti, aziende agricole a conduzione familiare, e uliveti che si spingono fino al mare. In questo contesto si inserisce il Cascioni Eco Retreat, struttura all-suite dove le terrazze private si aprono su piscine riscaldate con vista sui profili montuosi dell’isola. Dalla laguna interna della tenuta si può raggiungere il mare in kayak, oppure partire in barca a vela, alla scoperta delle calette appartate dell’arcipelago della Maddalena, ribattezzato il «Caraibi del Mediterraneo» per le sue acque turchesi e le sue distese di sabbia candida. Per una chiusura all’insegna dell’eccellenza gastronomica, l’indirizzo da appuntare in agenda è lo stellato «Italo Bassi Confusion Restaurant», affacciato sulla marina, dove — commentano gli ispettori — «la visuale sul porto è spettacolare al pari del menu». Koh SamuiAvvolta dalle palme e affacciata sul Golfo di Thailandia, Koh Samui è da tempo una delle destinazioni più riconoscibili del paese. La sua identità si gioca anche nei resort panoramici arroccati sulle colline, dove ville sospese sull’oceano trasformano il paesaggio in una scenografia continua. Per chi cerca il lato più vivace dell’isola, Chaweng Beach resta il punto di riferimento: una lunga direttrice costiera sulla quale si alternano club, ristoranti, mercati serali di street food e spettacoli all’aperto, in un flusso che prosegue fino a notte inoltrata. Il Six Senses Samui — albergo premiato con due Chiavi Michelin, immerso nella vegetazione della punta settentrionale dell’isola — offre invece un’alternativa più raccolta, tra suite ricavate nella roccia, piscine private a sfioro, terrazze in teak e bambù con viste a perdita d’occhio sull’orizzonte. La proposta gastronomica segue la stessa impostazione, con ingredienti di prima scelta provenienti dall’orto e dalla fattoria della struttura. Per chi vuole uscire dal perimetro dell’hotel e avvicinarsi alla cultura culinaria locale, la Guida suggerisce il Bib Gourmand «Jun Hom», celebre per il suo curry di granchio al cocco. Turks and CaicosPer chi cerca privacy assoluta, l’idea stessa di «atollo privato» trova qui una delle sue declinazioni più immediate, senza le lunghe traversate richieste da altre destinazioni remote. Alle Turks and Caicos, sull’isola di Providenciales, Grace Bay Beach figura stabilmente tra le mete balneari più apprezzate al mondo. Qui, la Rossa segnala due indirizzi, entrambi premiati con una Chiave Michelin: il Grace Bay Club, con suite oceanfront, e il COMO Parrot Cay, avvolto dalla vegetazione tropicale e circondato da chilometri di litorale pressoché incontaminato. Nonostante la dimensione raccolta, la proposta gastronomica è sorprendentemente varia: dalla cucina mediterranea informale servita sulla spiaggia, fino alla proposta asiatica contemporanea del ristorante «Lotus», tra i più convincenti secondo gli ispettori.
Vacanze al mare, 8 mete in tutto il mondo consigliate dalla Guida Michelin (una è italiana)
Dal Messico alle Baleari, la Rossa consiglia le località balneari più interessanti per trascorrere le ferie estive tra cucina d’autore e comfort








