di
Dario Sautto
Il racconto agli inquirenti dei ventenni che hanno visto Mario Landolfi entrare nel cantiere abbandonato con una prostituta e allontanarsi da solo
«Lei era magra, piccolina, e sembrava intimorita, ma lo ha seguito» poi «lui è uscito da solo». Poche frasi per descrivere lo stato d’animo di una ragazza poco più grande di lei, che ha perso la vita in maniera violenta per mano di un uomo che ha confessato di averla spinta nel vuoto, come aveva fatto la sera prima con un’altra donna. Quattro ragazzi che hanno avuto il coraggio di fare la cosa giusta: segnalare quanto visto, testimoniare, far scoprire l’orrore nelle palazzine abbandonate di Pollena Trocchia.
Due coppiette, ragazzi di vent’anni, che hanno visto l’uomo entrare insieme alla sua vittima e poi uscire un quarto d’ora dopo da solo. «Lui è tornato da solo con la borsa bianca della donna in mano ed è andato via», ha detto uno dei ragazzi ai carabinieri, «ci siamo spaventati e siamo andati via dopo lui», ha riferito la sua fidanzata. Quei gesti, quelle circostanze insolite non sono sfuggite all’attenzione dei giovani. Per questo, avevano scattato di soppiatto anche una fotografia della targa dell’Opel Corsa grigia parcheggiata proprio davanti alla loro vettura.











