Lo mette subito in chiaro: "Non sono qui in contrapposizione di nessuno. Come Governo abbiamo voluto dare un segno di vicinanza alla città sia ieri che oggi, quindi ci ho tenuto a essere qui a Modena per incontrare i soccorritori e stringermi alla comunità". E' durata un paio d'ore la visita del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani in città. C'è chi ha interpretato la sua presenza come una risposta indiretta alle polemiche innescate dal ministro Salvini sul ritiro della cittadinanza, ma Tajani preferisce soprassedere, anche se sottolinea: "Non mi risulta sia possibile ritirarla a qualcuno che è già italiano". Sulla possibilità invece di concederla agli stranieri che con coraggio hanno fermato il responsabile della strage in via Emilia, precisa: "Condiviso di dare un riconoscimento, mentre per la cittadinanza bisognerà capire se ci sono i margini e dovrà essere comunque un'istruttoria a giudicarne la possibilità". Tajani ha fatto tappa in Prefettura a Modena dove, oltre alle autorità (sindaco compreso), ha incontrato anche quattro dei cinque 'salvatori' che hanno bloccato Salim El Koudri, tra cui Luca Signorelli. Proprio loro (oltre a Signorelli, papà e figlio egiziani Osama Shalaby e Mohammed Shalaby) si sono fermati accanto al ministro durante l'intervento fuori dalla Prefettura. Lo stesso Tajani si è spostato in Consiglio comunale dove è intervenuto durante la seduta del lunedì. A seguire il ministro si è spostato all'Ospedale di Baggiovara per incontrare i feriti ricoverati.Iscriviti al canale Whatsapp di ModenaTodayLa tappa in Consiglio ComunaleLa necessità di riprendere la vita normalmente, evitando che paura e tensione compromettano la quotidianità della città. Ma anche il richiamo a un lavoro comune tra istituzioni, al di là dei colori politici, per rafforzare sicurezza, prevenzione, salute mentale e attenzione alle fragilità, in particolare quelle giovanili. Questi i temi che hanno caratterizzato l'intervento di Tajani in Consiglio comunale. Il ministro degli Esteri è stato introdotto dal presidente del Consiglio comunale Antonio Carpentieri, che ha espresso, a nome di tutta l’Assemblea, vicinanza alle persone ferite e alle loro famiglie, definendo quanto accaduto “di una gravità inaudita” e sottolineando il bisogno di “unità e verità” della comunità modenese.Parlando di episodio che “ha scioccato tutto il mondo”, Tajani ha invitato a guardare anche alla reazione della città e ai segnali positivi emersi durante la vicenda: “Ci sono state persone coraggiose che non si sono girate dall’altra parte”, ha affermato, ricordando i cittadini che sono intervenuti per fermare l’aggressore insieme alle Forze dell’ordine.Il vicepresidente del Consiglio ha quindi invitato a evitare divisioni e strumentalizzazioni politiche in una fase tanto delicata: “In questo momento non credo sia giusto dividersi”, ha sostenuto, spiegando che l’obiettivo deve essere quello di permettere alla città di “riprendere la propria vita normalmente”, senza lasciare che paura e tensione compromettano la quotidianità dei cittadini. “La sicurezza dei cittadini è la prima delle libertà”, ha affermato, osservando che dalla tutela della sicurezza dipendono anche tutti gli altri diritti.Nel corso del suo intervento, Tajani ha richiamato la necessità di continuare a rafforzare gli strumenti di prevenzione e sicurezza, sottolineando che “la sicurezza non è mai un dato acquisito” e che lo Stato deve continuare a interrogarsi su come migliorare la capacità di contrastare anche gesti compiuti da persone con gravi fragilità.Ampio spazio è stato dedicato al ruolo della Polizia locale, definita “il primo presidio di sicurezza della comunità”. Tajani ha evidenziato la necessità di potenziarne organici, formazione e strumenti operativi, sottolineando che il rafforzamento della sicurezza richiede una collaborazione costante tra istituzioni nazionali e locali, nella convinzione che “nessuno possa affrontare da solo sfide di questa portata”.Un altro passaggio del suo intervento ha riguardato il tema dell’integrazione. Tajani ha evidenziato che l’Italia “ha bisogno di migranti regolari”, persone che arrivino nel Paese “formate” e in grado di inserirsi nella società rispettandone le regole. Allo stesso tempo, ha sostenuto che l’integrazione richiede un lavoro quotidiano delle città e delle comunità locali affinché chi arriva possa sentirsi parte della società e avere “gli stessi diritti e gli stessi doveri”.Tajani ha poi affrontato il tema della salute mentale, definendolo “un fronte importante” e troppo spesso sottovalutato nel dibattito pubblico. “Ci vergogniamo ancora a dire che andiamo dallo psicologo”, ha osservato, sottolineando la necessità di un cambio culturale profondo nel Paese. Il vicepresidente ha spiegato che i problemi legati alla fragilità psicologica devono essere affrontati precocemente, a partire dalla scuola, per evitare che situazioni di disagio possano aggravarsi nel tempo.Il vicepresidente ha richiamato in particolare la situazione dei giovani, parlando di una “fragilità psicologica” sempre più evidente e invitando le istituzioni a non sottovalutare mai “i segnali della fragilità”. Ha inoltre sottolineato la necessità di vigilare affinché fenomeni di radicalizzazione o fondamentalismo non riescano a sfruttare persone vulnerabili, inducendole a compiere gesti violenti.Nella parte conclusiva del suo intervento, Tajani ha rivolto un messaggio diretto alla città di Modena, definita “una città laboriosa e generosa” che “ha diritto di ricominciare a vivere normalmente”. Il vicepresidente ha richiamato la capacità dimostrata dal territorio anche in occasione del terremoto del 2012, ricordando la forza delle comunità e delle imprese modenesi nel reagire alle difficoltà: “Avete forza e determinazione”, ha detto rivolgendosi ai consiglieri e alla città, ribadendo che la risposta più forte alla violenza è la ripresa della vita quotidiana.“La ripresa della vita è la miglior risposta per dare sicurezza ai cittadini”, ha concluso, sottolineando ancora una volta che in questa fase “non sono i colori politici che devono caratterizzarci”, ma la volontà comune di far sì che “la società possa andare avanti” e che “paure e violenze possano cessare”, attraverso un lavoro condiviso tra tutte le istituzioni, nazionali e locali.La tappa a BaggiovaraArrivato all'Ospedale di Baggiovara, il ministro Tajani ha incontrato i sanitari che stanno seguendo le condizioni mediche dei feriti. C'è stato anche tempo per un breve incontro con uno dei sopravvissuti, Ermanno Muccini.