MODENA. «Grazie presidente». «Bravo Mattarella». «Cosa direte a quelle povere persone?». C’è una piccola folla che applaude con pudore all’ingresso dell’ospedale civile di Baggiovara ad accogliere il capo dello Stato Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in visita ai feriti travolti sabato pomeriggio a Modena dall’auto guidata dal trentunenne italiano di origini marocchine Salim El Koudri. Il presidente della Repubblica e la premier, che ha annullato un incontro bilaterale a Cipro per rientrare in Italia, camminano uno accanto all’altra mostrando plasticamente quella «unità del Paese» invocata da più parti. Unità che però si incrina già nelle stesse ore sul piano politico. Da una parte la Lega e Roberto Vannacci cavalcano quanto accaduto per rilanciare i loro messaggi contro immigrazione e cittadinanza facile; dall’altra gli altri partiti, compresi esponenti della maggioranza, invitano alla prudenza. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi interviene per frenare le speculazioni sulla possibile matrice terroristica e chiarisce che il caso di Modena non ha nulla a che vedere con il tema dei rimpatri o della remigrazione. Una posizione che lo allontana sempre di più dal leader leghista Matteo Salvini, nonostante il passato da suo capo di gabinetto al Viminale. Da registrare anche la scelta del Partito democratico. La segretaria Elly Schlein, eletta proprio nel collegio modenese, e il presidente Stefano Bonaccini, che vive nella vicina Campogalliano, arrivano in città nel pomeriggio per incontrare le autorità locali e manifestare vicinanza alla comunità, senza però rilasciare dichiarazioni. A Baggiovara, accanto a Mattarella e Meloni, ci sono il presidente dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale e il sindaco di Modena Massimo Mezzetti. Il capo dello Stato e la premier si fermano per circa venti minuti prima di trasferirsi all’ospedale Maggiore di Bologna per salutare le altre due vittime ancora ricoverate: marito e moglie, con la donna in condizioni gravissime. «Grazie per quello che fate in questa circostanza drammatica ma anche abitualmente. Siamo consapevoli di ciò che fate ogni giorno», dice Mattarella rivolgendosi a medici e infermieri. Il presidente sottolinea come il lavoro del personale sanitario sia seguito «con attenzione e riconoscenza da tutti i nostri concittadini». Un concetto ribadito anche più tardi a Bologna, dove si complimenta per «l’immediatezza dei soccorsi» e il coordinamento tra ospedali. A<CW0> Baggiovara, Mattarella e Meloni incontrano anche l’unico dei tre feriti in condizioni di parlare, uno chef di 59 anni che ha riportato un trauma facciale. «Il paziente era insieme alle figlie e, come spesso accade in queste circostanze, ha confidato il rammarico per non essere arrivato sul luogo dell’impatto cinque minuti prima o cinque minuti dopo», racconta il direttore sanitario Silvio Di Tella. L’uomo ha rivolto un pensiero alle altre vittime, in condizioni più gravi delle sue, e ha espresso il desiderio di poter rivedere presto il presidente e la premier in una situazione diversa. Nei corridoi dell’ospedale c’è anche Luca Signorelli, il 46enne che ha disarmato El Koudri e lo ha bloccato con l’aiuto di due uomini di origine egiziana, padre e figlio, e di un altro passante di origine pakistana. «Ho fatto vedere che l’Italia non è morta, c’è ancora», dice Signorelli ai cronisti, ancora visibilmente scosso. Mattarella si complimenta con lui per il «gesto eroico», mentre Meloni pubblica sui social la foto di un abbraccio con il quarantaseienne. «Ciò che rende eroica una persona normale è l’istante in cui il cuore sceglie di fare il bene, anche quando questo comporta un rischio», scrive la presidente del Consiglio. Il governatore De Pascale definisce quella del capo dello Stato «una visita preziosa», capace di riconoscere «il valore di un sistema sanitario che, in un intervento complesso, ha dato prova straordinaria di sé: dai chirurghi al personale 118, che durante l’arrivo sul posto è riuscito a valutare lo stato dei feriti e a spiegare come bloccare un’emorragia grazie alle immagini inviate in diretta da un cittadino». Un messaggio di unità rilanciato qualche ora più tardi, quando in piazza Grande a Modena si ritrovano 5 mila cittadini «perché le paure si combattono se stiamo insieme» dice il sindaco Mezzetti. l frattempo, però, il dibattito politico si inasprisce. Salvini torna a chiedere un giro di vite su permessi di soggiorno e cittadinanza e annuncia la richiesta di un dibattito a Strasburgo: «Se commetti un reato grave, un Paese serio ti revoca il permesso di soggiorno, la cittadinanza e ti espelle immediatamente». Il vicepremier Antonio Tajani, invece, evita la polemica e insiste sul coraggio di chi ha fermato l’investitore: «Signorelli ha fatto un gesto eroico, lo Stato gli sia riconoscente». E ricorda che El Koudri «non aveva un permesso di soggiorno: era cittadino italiano».