Il negozio Benetton di via Ruggero Settimo prima della chiusura
Un blocco al gestionale del punto vendita di via Ruggero Settimo è finito negli atti dell'Authority della concorrenza. Dalle carte emergerebbe un meccanismo di controllo, che non avrebbe lasciato libertà d'impresa al gruppo Venturato. La casa madre - che ora rischia una sanzione - avrebbe inciso sulla scelta di taglie, colori e capi "must have"
“Nessuna stagione valida per il negozio: impossibile creare l'ordine”. Un messaggio secco apparso sullo schermo del gestionale del negozio Benetton in via Ruggero Settimo, è finito agli atti dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato nel nuovo procedimento aperto contro il colosso della moda. L'accusa è di presunta inottemperanza agli impegni assunti nel 2023 dopo le contestazioni per abuso di dipendenza economica. Secondo l'Antitrust lo screenshot documenterebbe il blocco informatico imposto agli affiliati di Venturato, il principale Gruppo che gestiva i punti vendita a Palermo e in Sicilia. Una prova questa, insieme ad altre, che documenterebbe la casa madre, in violazione delle regole, avrebbe continuato a limitare pesantemente l'autonomia imprenditoriale degli affiliati nonostante gli impegni formalmente assunti. E così, che dietro la chiusura dei negozi Benetton in Sicilia - già raccontata da Dossier, la sezione di inchieste e approfondimenti di PalermoToday, attraverso il caso del concordato semplificato ottenuto dal Gruppo per evitare il fallimento - emergerebbero ora altri retroscena che vanno a definire uno scenario ancora più complesso. Non...








