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Una petizione per difendere una specie di piccoli volatili da misure estreme di contenimento. L'assalto dei parrocchetti, ai raccolti nelle campagne pugliesi (soprattutto nella provincia di Bari), non stanno facendo dormire sonni tranquilli agli agricoltori: i pappagallini, infatti, sono ghiotti di mandorle e, per soddisfare le loro voglie alimentari, compiono raid nei campi coltivati. La stessa situazione sta colpendo i raccolti di ciliegie. La Regione Puglia, quindi, ha deciso di studiare una strategia per frenare l'aumento di esemplari di parrocchetti. Fra le ipotesi, è contemplata la possibilità di eliminare i grandi nidi. La determinazione del mondo agricolo e delle Istituzioni regionali, nel procedere al contenimento della diffusione della specie, ha scatenato l'inquietudine degli animalisti e dei cittadini sensibili alla causa dei simpatici pappagallini verdi. Su Change.org è stata lanciata una petizione per “impedire l'abbattimento del parrocchetto monaco”. Nel testo che accompagna la petizione si sottolinea come questo volatile sia “un uccello protetto che sta avendo un impatto negativo sull'agricoltura pugliese”. Viene ribadito come “eliminare questa specie non sia la soluzione definitiva”, ponendo la questione sul binario di “alternative concrete e sostenibili per proteggere sia la biodiversità che la nostra preziosa agricoltura”.“Troviamo una soluzione congiunta”“Il parrocchetto monaco ha trovato rifugio nelle nostre terre, ma il suo aumento incontrollato sta creando sfide significative per gli agricoltori, che subiscono perdite di raccolti importanti. Tuttavia, la giustificazione di eliminare una specie protetta non può essere accolta senza esplorare soluzioni più umane e durature - si legge nella spiegazione della petizione - Possiamo adottare metodi di controllo alternativi che siano più compatibili con l'ecosistema, come reti di protezione per i raccolti, metodi di spostamento controllato, o incentivare progetti di ricerca per sviluppare strategie innovative e non letali. Queste misure non solo preserverebbero l'integrità dell'ambiente, ma garantirebbero anche il futuro delle attività agricole della nostra amata Puglia. Facciamo sì che le istituzioni locali e le autorità competenti lavorino insieme per trovare una soluzione congiunta che protegga entrambe le parti coinvolte. Con iniziative di collaborazione e dialogo, possiamo assicurare un equilibrio tra la conservazione della natura e la sopravvivenza delle nostre colture”.