Pera Toons, il fumettista dei record lancia una serie tv: "I cartoni di oggi? Più veloci, come l'attenzione dei bambini. Prima di scrivere, penso a mia figlia"
"Moltissime persone credono che io abbia pagato troppo poco" racconta l'ex studente di ingegneria assolto nel 2015 dall'omicidio di Meredith Kercher
Raffaele Sollecito torna a parlare dopo un lungo periodo lontano dalle cronache. Lo fa in una lunga e intensa intervista a Francesca Fagnani per Belve Crime, in onda martedì 19 maggio, alle 21.20, su Rai 2, dove racconta alcuni dettagli inediti della sua vicenda e rivela di sentirsi ancora additato come un sospetto assassino nonostante la ormai decennale assoluzione dal "delitto di Perugia".
La drammatica vicenda risale alla mattina del 2 novembre 2007, quando il corpo della studentessa inglese Meredith Kercher fu ritrovato senza vita, straziato dalle coltellate, in un appartamento del capoluogo umbro. A finire sotto la lente degli investigatori furono subito una coinquilina della vittima, la studentessa americana Amanda Knox e il suo ragazzo, lo studente pugliese di ingegneria informatica Raffaele Sollecito. I due giovani, 23 e 20 anni all'epoca del delitto, sono stati assolti nel 2015 dopo quattro anni di carcerazione preventiva e una battaglia giudiziaria che solo dopo otto anni ha riconosciuto come unico responsabile accertato dell'omicidio l’ivoriano Rudy Guede. "Sette italiani su dieci pensano ancora che io sia colpevole", rivela Sollecito che a Fagnani racconta di aver subito pressioni psicologiche e intimidazioni nei primi interrogatori in questura.











