Quella notte se la porterà sempre addosso, attimo per attimo, perché non è vero che il tempo lenisce tutto. “Gli spari li sento ancora nelle orecchie, fortissimi. Me li sogno la notte, soprattutto quando si avvicina l’anniversario, perché io da quella strada dove ci spararono non sono mai uscito”. Dieci anni dopo l’europarlamentare dei Cinque Stelle Giuseppe Antoci, 58 anni, ex presidente del Parco dei Nebrodi, ricorda con il Fatto quotidiano l’attentato con cui la mafia voleva metterlo a tacere. Aveva voluto regole per fermare l’assalto dei clan ai fondi europei per l’agricoltura, una torta che valeva e vale miliardi. E la risposta fu quell’agguato attorno alle due della notte tra il 17 e il 18 maggio 2016, sulla strada tra Cesarò e San Fratello, in provincia di Messina. Avevano messo dei sassi sul percorso, per fermare Antoci e la sua scorta. Ma l’auto blindata e il coraggio degli agenti, che risposero al fuoco, lo salvarono. Stamattina Antoci ne ha riparlato con degli studenti di Pavia, che gli hanno regalato anche un fumetto sulla sua storia. “Sono stati carinissimi” spiega, e la voce si incrina. Gli accadrà altre volte, durante il colloquio.

Qual è la prima immagine che ricorda?