PAVIA . Cosa significa mettersi contro le agromafie, Giuseppe Antoci, lo ha provato in prima persona, bersagliato da colpi di pistola che non lo hanno ammazzato solo grazie all’auto blindata su cui viaggiava. Lunedì mattina, ospite al liceo Volta di Pavia, l’autore del protocollo che ha messo in seria difficoltà le cosche che lucravano sulla Politica agricola comune in maniera truffaldina, offrirà una testimonianza viva e autentica agli studenti di Pavia. «Dieci anni fa, la mafia tentò di fermare Giuseppe Antoci – spiega la dirigente scolastica Paola Bellati - Oggi, quella stessa violenza si scontra contro il muro invalicabile eretto dagli studenti. L’evento, voluto dai ragazzi stessi, cade nel decimo anniversario di quel terribile attentato: una scelta simbolica che trasforma il trauma in trincea di legalità. Incontrarlo significa guardare negli occhi chi ha detto "no", comprendendo che la paura, se condivisa, si trasforma in coraggio collettivo». Chi è Antoci Antoci, parlamentare Europeo del M5S e Presidente della Commissione Politica DMED del Parlamento Europeo, è stato presidente del Parco dei Nebrodi, che si estende per 86 mila ettari tra le province di Messina, Catania e Enna, la più grande area protetta della Sicilia. Durante il suo mandato Antoci, con la collaborazione del prefetto di Messina, Stefano Trotta, ha messo a punto un protocollo di legalità che aveva l’obiettivo di arginare le truffe ai fondi europei per l’agricoltura. In particolare si è battuto contro un sistema di truffe all’Unione europea fondato sull’affitto a cifre ridottisssime di terreni poi sfruttati per incassare gli aiuti comunitari. Il meccanismo messo a punto con il protocollo Antoci estendeva l’obbligo di certificazione antimafia anche ai contratti d’affitto sui terreni agricoli, qualunque fosse la dimensione dell’appezzamento. Il protocollo viene firmato il 18 marzo del 2015 e nel 2017, poiché ritenuto di grande efficacia, diventa parte integrante del nuovo Codice antimafia. Dopo minacce e intimidazioni, Antoci viene messo sotto scorta e la notte del 17 maggio 2016 subisce un agguato mentre viaggia in macchina, che si conclude con l’intervento della scorta e la fuga degli attentatori. Sull’episodio indaga per due anni la Direzione distrettuale antimafia di Messina finché nel 2018, poiché non vengono identificati gli autori dell’agguato, il caso viene archiviato. La manifestazione Le aule del "Volta" diventano dunque il cuore pulsante di una rivolta gentile. Accanto agli studenti dell’istituto, ci saranno i ragazzi del progetto “Laboratorio sulle mafie” degli Istituti Cardano, Copernico e Cairoli, condiviso con la Questura di Pavia. «La comunità scolastica intera – prosegue Bellati – si stringe attorno all’Onorevole Antoci con una gratitudine che travalica il protocollo. La sua presenza è la prova che la criminalità organizzata si sconfigge semplicemente facendo il proprio dovere, con etica e impegno civico. Attraverso il suo esempio, il Presidente Antoci consegna alle nuove generazioni l'arma più potente: la certezza che la legalità non è un obbligo, ma la massima espressione della propria libertà individuale».