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Secondo il Pm Daniele Paci, Louis Dassilva, imputato per l'omicidio di Pierina Paganelli avvenuto nell'ottobre 2023 a Rimini, avrebbe agito solo nel proprio interesse. Nella requisitoria iniziata questa mattina in Corte d'Assise, Paci ha sottolineato che Paganelli "era una donna energica e amorevole, collante della famiglia. Non aveva nemici e non meritava di morire urlando terrorizzata". Dopo la requisitoria di questa mattina, è arrivata la richiesta di condanna all'ergastolo per Dassilva, in carcere dal 16 luglio del 2024. Secondo l'accusa, l'ex vicino di casa di Paganelli avrebbe agito per evitare che l'anziana scoprisse la sua relazione extraconiugale con Manuela Bianchi, sua ex nuora.

Per il 36enne, il pm ha chiesto anche il riconoscimento delle aggravanti della crudeltà, della premeditazione, dei motivi abietti e della minorata difesa. Paganelli è stata assassinata nel garage di via del Ciclamino, a Rimini, con 29 coltellate. Il Pm ha sottolineato, rivolgendosi ai giurati popolari, che è importante che decidano "oltre ogni ragionevole dubbio", perché "anche questo pm è convinto che siano meglio 100 colpevoli fuori che un innocente in carcere". Fatta questa premessa, Paci ha sottolineato però una serie di indizi che secondo la Procura sono tutti a carico di Louis Dassilva. Il primo fra tutti è il movente: "Dassilva ha ucciso Pierina perché non voleva che emergesse la sua relazione extraconiugale con Bianchi, temeva che la moglie, Valeria Bartolucci, ne venisse a conoscenza. Lo ha fatto per non perdere la vita che si era costruito in Italia". Per Paci, Dassilva avrebbe ucciso quindi Paganelli per fini egoistici e per continuare a mantenere agilmente la famiglia in Senegal.