Centotrenta gioielli in oro, metalli preziosi e gemme, sono esposti nuovamente dopo cinquant'anni al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. E tra i raffinati esemplari greci, italici, magno-greci, etruschi, romani e tardo-antichi, splendono gli ori di Pompei che gli abitanti vesuviani cercarono di portare in salvo nella fuga dall'eruzione, ritrovati sui loro corpi ma anche in domus ed edifici pubblici. Allestiti come nelle vetrine delle più raffinate griffe, di gusto perfettamente attuale e apparentemente pronti per essere indossati, sono gli ori il pezzo forte della rinnovata sezione Numismatica del Mann, che aprirà dal 25 maggio.
Si tratta di un museo nel museo con seimila monete, medaglie, coni e punzoni, insieme a tanti altri materiali archeologici che conducono il visitatore alla scoperta dell'economia nel mondo greco, romano, medievale, rinascimentale e moderno. Di eccezionale rilevanza i rarissimi tessuti aurei provenienti dagli scavi vesuviani che si ripresentano dopo un meticoloso restauro, realizzato in collaborazione con l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze.
"La riapertura della sezione Numismatica corona le rigorose attività di studio e ricerca nel ricchissimo Medagliere del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, collezione eccezionale non solo per il numero di esemplari conservati - circa 160mila -, ma anche per l'estensione temporale e la varietà delle zecche emittenti. Presentiamo una collezione rinnovata e più accessibile, con apparati bilingue, resa ancora più affascinante dall'approfondimento sugli antichi gioielli, che restituiscono uno spaccato di estremo interesse sul gusto e sul design del passato", spiega il direttore generale del Mann Francesco Sirano.








