Dopo nove anni di chiusura riapre a Milano, al Castello Sforzesco, la Galleria dedicata all'antico Egitto.
Nel nuovo allestimento si possono ammirare circa 330 reperti tra sarcofagi, amuleti, papiri, bronzetti, vasi canopi e stele, di cui 80 sono esposti per la prima volta e che fanno parte di un patrimonio di oltre 3mila pezzi.
L'esposizione permanente, divisa in sei sezioni, è un vero e proprio viaggio nell'Antico Egitto, dal IV millennio a.C. al V secolo d.C.
"Restituiamo alla città una Galleria completamente nuova - dichiara l'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi -. Un allestimento rinnovato nel racconto, nella luce e negli strumenti di didattica, che valorizza una collezione di oltre 3.000 reperti, costruita nel tempo grazie a scavi, donazioni e acquisizioni, e oggi restituita al pubblico in tutta la sua ricchezza e bellezza".
Le origini della collezione egizia del Comune di Milano risalgono ai primi decenni dell'Ottocento e da quel momento ha continuato ad arricchirsi. Negli anni '30 l'amministrazione aveva anche finanziato gli scavi nella zona del Fayum di Achille Vogliano, papirologo e docente universitario che nel 1935 a Medinet Madi scoprì un enorme complesso templare con due statue del faraone integre: una di queste, la statua del faraone Amenemhat III, è uno degli oggetti più̀ preziosi dell'intera collezione. Nel percorso si possono ammirare anche diverse mummie, di animali, di un gatto e un falco, e una umana con il suo sarcofago, di cui è stato ricreato il volto in digitale, che si può vedere su uno schermo. La mummia è attribuita a Peftjauauiaset ed è entrata a far parte della collezione nel 1830 come dono del console generale d'Austria in Egitto al bibliotecario di Brera.






