"Tre dei cinque subacquei coinvolti sono menzionati come parte del team di ricerca". A dirlo in un'intervista al Corriere della Sera è Mohamed Hussain Shareef, il portavoce del presidente delle Maldive, Mohamed Muizzu, che mostra una lista in cui "compaiono anche altri nomi, ma non Gianluca Benedetti e Giorgia Sommacal, figlia della professoressa", si legge. Viene confermata "l'esistenza del permesso, con validità dal 3 al 17 maggio, in sei atolli diversi, fra cui quello di Vaavu. È citata correttamente l'imbarcazione, Duke of York, e l'attrezzatura. Anche se non sappiamo ancora - osserva - quale attrezzatura avessero durante l'immersione". Inoltre "la ricerca di questo team, come conferma un documento di febbraio, si svolge tra 0 e 50 metri di profondità" e "stiamo ancora indagando su quanto in profondità siano arrivati. L'ingresso della grotta è a 47 metri". Shareef sottolinea che avevano "i permessi necessari".
Quanto al limite dei 30 metri "vale per le immersioni ricreative. I ricercatori possono proporre di immergersi più in profondità e non esiste una seconda legge specifica alle Maldive che lo impedisca". In questo caso "il problema principale è che si trattava di un'immersione in grotta e la loro proposta di ricerca, a quanto mi risulta, non ne faceva menzione. Hanno specificato gli atolli, ma non il dettaglio dei siti d'immersione", fa sapere Shareef. Non ci sono, dice, problemi legali "perché hanno già effettuato numerose immersioni alle Maldive". Ma come governo non sapevano "che avrebbero fatto un'immersione in grotta".











