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Simona Marchetti

Intervistato da "Vanity Fair", il 63enne attore e regista ha parlato del fastidio che ha provato quando si è ritrovato al centro del gossip per la sua nuova relazione

La scelta di separarsi da Francesca Neri dopo dodici anni di matrimonio e tredici di fidanzamento è stata sua, ma ciò non significa che per Claudio Amendola sia stato facile. Anzi, tutto il contrario. «Mi ci è voluto un po' per superarlo. Anche se finirla è stata una mia scelta, certe cose ti destabilizzano. Venticinque anni insieme non si cancellano e mi riempie il cuore di gioia che sia io che Francesca siamo finalmente in equilibrio», ha confessato infatti l’attore e regista in un’intervista a “Vanity Fair”, ammettendo però quanto abbia significato per lui quella relazione durata un quarto di secolo. «Mi ha dato una stabilità che non mi sarei mai sognato di vivere e che mi ha fatto crescere come uomo e come essere umano - ha spiegato non a caso - . Chiuso quel capitolo, ho pian piano imparato a reggermi sulle mie gambe e a essere stabile per conto mio».

Oggi hanno ritrovato entrambi la felicità: Neri è infatti legata da un paio di anni al manager Silvano Loia, mentre lui sta con la costumista Giorgia Guglielman dal 2025, ma finire al centro del gossip a causa della nuova relazione non gli è piaciuto per niente. «Ha dato molto fastidio. Tenere qualcosa per noi è un regalo che ci facciamo: preservare le nostre intimità più profonde è difficilissimo, ma non impossibile. In questo, calarsi nei panni di qualcun altro aiuta molto». Tornato sul piccolo schermo con “I Cesaroni - Il ritorno”, a 63 anni Amendola sta vivendo una nuova fase, più serena e consapevole, ma i dolori del passato non sono dimenticati. «Per buona parte della mia vita ho cercato di rimandare determinati appuntamenti con me stesso, perché non mi sentivo di affrontarli. - ha riconosciuto con grande sincerità - . Anche se non sono mai andato in analisi, col senno di poi posso dire di essere sempre fuggito dal dolore fin da bambino, come se mi fossi costruito una corazza per non soffrire. Non posso escludere che tutti i miei vizi fossero semplicemente un modo per continuare a rimandare quello che era inevitabile».