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Claudio Amendola si è costruito una corazza per resistere al dolore. Un dolore nascosto. Una corazza che non sempre ha resistito. Non sempre è riuscito a proteggerlo come avrebbe voluto. A Vanity Fair l’attore tornato con I Cesaroni racconta che «per buona parte della mia vita ho cercato di rimandare determinati appuntamenti con me stesso perché non mi sentivo di affrontarli. Anche se non sono mai andato in analisi, col senno di poi posso dire di essere sempre fuggito dal dolore fin da bambino, come se mi fossi costruito una corazza per non soffrire. Non posso escludere che tutti i miei vizi fossero semplicemente un modo per continuare a rimandare quello che era inevitabile».
Caduta la corazza ha deciso di parlare dell’abuso di sostanze e dei suoi soldi. Soldi buttati via per sentirsi migliore. «Sarebbe ingiusto da parte mia parlare di fuga perché al tempo avevo tutto quello che potessi desiderare. Se fai uso di sostanze e hai un rapporto con il denaro come quello che ho avuto io è evidente che tu abbia dei sensi di colpa che ti porti dietro e che cerchi di spegnere». Sensi di colpa verso i suoi figli. «Delle mancanze da parte mia ci siano state: avrei potuto fare meglio, specie con le mie due più grandi». Ed è grazie a loro che ha smesso con certi vizi. «Con il tempo le esigenze cambiano e ho capito che dovevo fare la mia parte per essere stabile, soprattutto per i miei figli. Sono stati loro l’ago della bilancia».







