Pet economy È quanto emerge dalla ricerca di Jfc “Dalla carrozzina al guinzaglio. Il passaggio dai “figli” agli “animali da compagnia”di Davide Madeddu18 maggio 2026In vacanza con cani e gatti. Più che una moda è ormai un modo di vivere. Che porta appresso anche un mercato che vale 9,5 miliardi e potrebbe quasi raddoppiare. Perché gli animali «fanno parte della famiglia e pur di non lasciarli a casa o in asilo si rinuncia alle vacanze». A raccontare questo cambiamento è la ricerca di Jfc ’Dalla carrozzina al guinzaglio. Il passaggio dai “figli” agli “animali da compagnia”.Animali parte della famigliaIl rapporto racconta un cambiamento e un’evoluzione che non è legata solo al fatto che “nascono sempre meno bambini”, ma che, come sottolinea Massimo Ferruzzi, amministratore di Jfc e responsabile della ricerca, «gli animali fanno parte della famiglia». Basti un dato: nel quadro europeo «89,6 milioni di cani e ben 108,3 milioni di gatti da affezione». Animali che hanno poi famiglie che guarderanno alle vacanze con una particolare attenzione.Le mete preferite«Molto spesso, pur di evitare di lasciare gli animali a casa o in asilo si rinuncia alla vacanza - dice -. Per questo motivo è necessario guardare con molta attenzione a questo tipo di clientela». Persone che questa estate prediligeranno le destinazioni montane e appenniniche nel 35,4% dei casi, e che considera il Trentino Alto Adige la regione più pet friendly, seguita da Emilia Romagna e Toscana. All’estero, la nazione preferita è la Francia, poi la Spagna e la Germania. Lo studio stima che quest’anno gli italiani passeranno in media 12,1 notti fuori casa con cani o gatti, spendendo 22,2 euro in più al giorno.Tre milioni di famiglie con petNon solo: complessivamente, sono 3 milioni 975 mila i nuclei familiari che quest’anno faranno almeno una vacanza in compagnia del proprio animale per oltre 73 milioni di presenze turistiche, generando un valore stimato in 9 miliardi 560 milioni di euro. «Naturalmente si tratta di un mercato che ha un potenziale molto più elevato - argomenta il manager -. E che potrebbe crescere enormemente sino quasi a raddoppiare».Necessario cambio di mentalitàPer fare questo e seguire quindi la crescita, per il responsabile dello studio è necessario un «cambio di mentalità propedeutico al cambio di passo». Anche perché, emerge dallo studio, 4 italiani su 10 rinunciano alla vacanza con il proprio animale da compagnia, e ciò è dovuto anche ad una serie di difficoltà che i nostri connazionali riscontrano nel momento stesso in cui si prenota. Secondo lo studio solo il 10,7% di italiani afferma non ha difficoltà, rispetto al restante 89,3% a programmare una vacanza con l’animale da compagnia. Perché si devono fare i conti sia con i trasporti, sia con l’accesso a bar o ristoranti, oppure trovare spazi verdi a disposizione e “località pet friendly”.