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Alessandro Sala

I consumatori italiani confermano che cani e gatti sono sempre più considerati membri della famiglia e che per loro si punta alle scelte migliori. La richiesta al governo di agevolazioni su fisco e Iva

Gli animali domestici sono sempre di più al centro della famiglia italiana. E a confermarlo, ancora una volta, sono i numeri del rapporto Assalco Zoomark, che per l’anno 2025 certifica un valore complessivo del comparto del pet food e del pet care di 5,3 miliardi di euro, con una crescita del 2,5% rispetto al 2024. Un dato non certo inatteso, considerando che nelle nostre case sono presenti più di 20 milioni tra cani (9,1 milioni) e gatti (11 milioni), considerati sempre di più membri effettivi del nucleo famigliare. E in quanto tali accuditi con tutta l’attenzione che si conviene. Non si può eccedere in semplificazione concludendo che per gli animaletti di casa non si bada a spese, perché molte famiglie con i conti del fine mese devono purtroppo rapportarsi. Ma è ormai un dato di fatto che le uscite per la cura degli amici a quattro zampe siano una parte non secondaria del bilancio domestico.

Il solo comparto degli alimenti per le due specie d’elezione è pari a 4,2 miliardi di euro e rappresenta il 79% delle spese complessive sostenute dalle famiglie per i loro animali. Il restante 21%, pari a circa 1,1 miliardi di euro, riguarda la cura, intesa come accessori e prodotti per l’igiene e la salute (non farmaci). In questo contesto rientra anche il cibo per i piccoli animali, che nel complesso sono tuttavia la maggioranza di quelli considerati come «pet» dall’associazione di categoria e comprendono anche 25,3 milioni di pesci, 4,1 milioni di uccelli, 2,7 milioni di rettili e anfibi e 1,4 milioni di piccoli mammiferi.