«I matrimoni si fanno in due, e da solo non mi potevo sposare». Parole del sindaco ormai uscente, Amedeo Bottaro, sul mancato accordo con la Asl Bt per il riutilizzo a fini istituzionali dell’ex convento agostiniano di piazza Gradenigo. Infatti, la riapertura dell’altra sera della piazza ha restituito alla città uno scorcio inatteso e, per molti versi, inedito: la scelta condivisa di non impiantare alberature sul lato della piazza prospiciente la chiesa di Sant’Agostino ha fatto emergere in tutta la sua pregevolezza l’ex convento agostiniano annesso, rimasto per anni in secondo piano. Ed è proprio quella visibilità ritrovata ad alimentare un interrogativo tanto antico quanto urgente: cosa sarà di quell’immobile abbandonato da decenni?

LA STORIA DELL’IMMOBILE Già ospedale della città, poi sede della scuola media Giovanni Bovio, il convento agostiniano, al suo interno puntellato in più parti per problemi di staticità, è rimasto per lungo tempo al centro di una disputa sulla proprietà tra il Comune di Trani e la Asl Bt. Un contenzioso di cui non è chiaro se l’esito sia stato definitivamente sancito, ma che non ha impedito, all’inizio del mandato di Amedeo Bottaro, la sottoscrizione di un protocollo d’intesa siglato nel 2016 tra il Comune, la stessa Asl Bt e la Regione Puglia. L’accordo prevedeva il riutilizzo dell’immobile a fini istituzionali, con l’evidente intenzione comune di ubicarvi la direzione generale dell’azienda sanitaria, trasferendola da Andria a Trani.