TREVISO - All'Ascom piace moltissimo non tanto l'idea di un nuovo stadio di calcio nell'area dell'ex Dogana o da un'altra parte più lontana dal centro, quanto la prospettiva di utilizzare il posto occupato dall'attuale Tenni per un servizio più utile alla città. Già durante l'ultima campagna elettorale Federico Capraro, presidente del mandamento trevigiano di Ascom, aveva proposto di realizzare al posto dello stadio un grande parcheggio, magari conservando certi elementi monumentali del Tenni, come l'ingresso, per ricordare i tempi che furono ma inseriti in un contesto che prevedesse una grande area per la sosta in città abbinata magari a un parco. E adesso i progetti di Alessandro Botter, futuro presidente del Treviso Calcio, stuzzicano e non poco.

«Guardiamo con interesse al progetto del presidente Botter, ambizioso e importante - ammette Capraro - lo diciamo da tifosi e da trevigiani orgogliosi delle eccellenze città. Riconosciamo che in un progetto così non si possa prescindere da un centro sportivo e da uno stadio funzionale e che viva anche nella quotidianità. Così come succede anche in altre piazze più blasonate: il modello da seguire è questo. Se questo è il progetto della società, e se è condiviso dall'amministrazione, si apre un tema sul Tenni e sulla città». Capraro guarda a quanto sta avvenendo a Padova: «Il Tenni è un simbolo ed è un richiamo per i trevigiani, però lo è anche l'Appiani per Padova. Appiani che è a ridosso della basilica del Santo, in pieno centro e dal glorioso passato. Oggi è oggetto di una riqualificazione per essere a maggior servizio della città». Stessa strada che, secondo l'Ascom, dovrebbe seguire pure il capoluogo della Marca: «Il Tenni, quando venne costruito, era fuori città. A distanza di tanto tempo quella zona è diventata parte del centro. È a ridosso delle Mura, occupa un volume importante in una zona nevralgica della città che viene impegnato solo 15 giorni in un anno. Oggi è un lusso per la città di Treviso». Occorre cambiare: «Se c'è un progetto condiviso, più funzionale al calcio come un centro sportivo o un stadio nuovo, allora il Tenni può avere una funzione diversa. Oggi quel volume può avere destinazione molto più funzionale per la città. Guardiamo con attenzione ai progetti del Treviso Calcio e alla strategia dell'amministrazione. A distanza di tanti anni anche le location possono variare. Quello di cui si discute può essere un progetto in cui vince sia una società sportiva con un grande obiettivo, sia una città che recupera un grande spazio». E il vecchio Tenni potrà continuare a vivere nella memoria di tutti: «Penso che si possa trovare il modo per mantenere vivi i ricordi di quello stadio, preservando magari gli ingressi storici».