Arezzo, 18 maggio 2026 – Dal rischio di morire risucchiato dalle onde al sogno realizzato di aprire una pizzeria tutta sua. È l’incredibile storia di Peter Okharedia, per tutti “Piter”. “Dio mi ha salvato”, ripete quando la memoria torna a quel viaggio che avrebbe potuto spezzargli la vita. Un ricordo che non si cancella: il mare in tempesta, il barcone che si capovolge durante la traversata verso l’Italia, la paura concreta di non farcela, lontano da casa. Oggi quel nome che lo accompagna ogni giorno è diventato anche una scelta identitaria: Piter, con la “i” al posto della “e”. “Così la pronuncia è più facile, soprattutto per gli anziani”, dice con un sorriso.
Undici anni dopo la partenza dalla Nigeria, quel ragazzo arrivato da solo ha trasformato la sopravvivenza in un percorso costruito passo dopo passo: ha realizzato il sogno che portava con sé, aprire una pizzeria tutta sua. E oggi guarda già oltre, con un’idea che unisce lavoro e solidarietà: una pizza speciale benefica per aiutare i bambini malati.
Anni difficilissimi, ma con un obiettivo chiaro
Piter ha 31 anni, vive ad Alberoro, frazione del comune di Monte San Savino, in provincia di Arezzo, ed è arrivato in Italia nel 2015. “Sono venuto qui per studiare”, racconta. È iscritto a Economia e gestione aziendale all’Università di Siena e spera di arrivare presto alla laurea. Nel frattempo non si è mai fermato: bracciante agricolo in Valdichiana, lavapiatti, addetto alla raccolta della frutta, pizzaiolo in diversi locali del territorio. “Lavoravo la sera in pizzeria e la mattina in azienda agricola. Spesso facevo più lavori insieme, praticamente senza pause”.






