Dell’infanzia di Pietro non sappiamo nulla. Anzi, una cosa la sappiamo: che fin da bambino ha sempre sentito maledire i romani. Perché i soldati romani, a quel tempo, erano dappertutto: la Galilea era una specie di colonia, un territorio occupato, sotto il controllo dell’imperatore. Ma quando incontriamo Pietro è già un uomo, uno che lavora, e di mestiere fa il pescatore, sul lago di Tiberiade. Un lago così grande che tutti lo chiamano «mare di Galilea».
E proprio lì, sulla sponda del lago, avviene il primo episodio di questa storia meravigliosa: il suo primo incontro con Gesù.
Tra l’altro: ma lo sapete che quando Pietro incontra Gesù ha più o meno la sua età? Ventotto, ventinove, neanche trent’anni!… E infatti non si capisce perché Pietro è rappresentato sempre come un uomo molto anziano, calvo, con le rughe e la barba bianca. Ci avete fatto caso? Sempre: nei dipinti, nelle statue… Anche Leonardo, nell’Ultima cena, quella che conoscono tutti, lo ha dipinto così, e prima ancora Giotto nella Cappella degli Scrovegni. Sembra che Pietro sia nato già vecchio. Invece quando conosce Gesù è un giovane, come lui: sono dei ragazzi. È una storia di ragazzi, questa!
Quel giorno, dicevo, Pietro è sulla riva del lago, sta lavando la sua rete da pesca. Io lo chiamo Pietro, ma lo sapete che non si chiama ancora così: il suo nome è Simone. Simone, figlio di Giona. È stanco perché ha pescato tutta la notte senza prendere un pesce. Niente: neanche una carpa, una trotina, niente… Una scalogna tremenda. A un tratto si sente chiamare: «Simone! Simone!».









