Un minorenne residente a Barrafranca, in provincia di Enna, è rimasto gravemente ferito nel tardo pomeriggio del 19 aprile 2026 dopo essere stato colpito alla schiena da un proiettile sparato da un’arma. Trasportato d’urgenza in ospedale, i medici hanno riscontrato una frattura parziale di una vertebra e la lacerazione, con trapasso, di un rene e del fegato, disponendo la prognosi riservata.

Gli accertamenti tecnici e di laboratorio hanno poi evidenziato la presenza di un piombino metallico del diametro di 6 millimetri, penetrato per circa 12 centimetri. Solo per pochi millimetri il colpo non avrebbe interessato vasi sanguigni vitali: un dettaglio che, secondo gli investigatori, ha evitato conseguenze letali.

La Squadra Mobile, sotto il coordinamento della Procura di Enna, ha avviato immediatamente le indagini per ricostruire l’accaduto, individuare il movente e definire con precisione la dinamica dei fatti. Fin dai primi riscontri, agli inquirenti è apparsa poco credibile la versione iniziale fornita dalla vittima, che aveva sostenuto di non aver udito l’esplosione né di aver visto persone nelle vicinanze.

Le verifiche si sono concentrate così sull’ambiente familiare del ragazzo. Nelle ore successive, grazie a perquisizioni nelle abitazioni dei congiunti e all’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, gli investigatori sono riusciti a ricostruire quanto accaduto nonostante un clima definito di forte ostilità e omertà.