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Mentre le vittime (otto feriti, quattro gravissimi, una donna senza più le gambe) lottano in ospedale, il centrosinistra modenese ha una priorità assoluta: ripetere ossessivamente che l’attentatore è «italiano». Il sindaco Massimo Mezzetti (Pd) ha esordito così: «L’attentatore è un cittadino italiano nato a Bergamo». Frase scandita come un mantra, quasi a voler dissolvere qualsiasi legame con le origini marocchine di Salim El Koudri, 31 anni, residente a Ravarino. Nato a Seriate da genitori nordafricani, naturalizzato italiano, seguito in passato per problemi psichiatrici (schizofrenia). Ma «italiano», punto. Come se la cittadinanza cancellasse tutto il resto: la cultura di provenienza, il possibile disagio di integrazione, il fallimento di quel multiculturalismo tanto celebrato a parole e tanto disastroso nei fatti.

Il racconto politicamente ("immigrazionisticamente" e "islamicamente") corretto. Come se gli italiani fossero sotto anestesia

Poi il secondo atto della narrazione: gli stranieri «eroi» che salvano l’Italia dal suo «cittadino italiano» problematico. Il sindaco ha lodato con enfasi «quattro cittadini coraggiosi» che hanno inseguito e bloccato El Koudri, sottolineando che due di loro sono egiziani, titolari di attività nella zona, e che altri stranieri sono intervenuti dopo. Messaggio chiaro: guardate che bella l’integrazione, sono gli stranieri a fermare i «figli d’Italia» impazziti. Una retorica capovolta, utile a spostare l’attenzione dal vero nodo della questione e a dipingere l’immigrazione come risorsa salvifica, anche quando è proprio il modello di integrazione a mostrare tutte le sue crepe. La realtà, infatti, è molto diversa. Il primo a buttarsi sull’attentatore, a rischiare la vita in una colluttazione sanguinosa e a neutralizzarlo è stato Luca Signorelli, modenese doc, programmatore informatico. È lui che ha preso le due coltellate (testa e torace), ha bloccato il polso di El Koudri e ha permesso che venisse immobilizzato. Solo dopo sono arrivati gli altri, tra cui i due egiziani citati dal sindaco. Signorelli è un italiano che ha agito d’istinto, mettendo in gioco la propria incolumità per difendere la propria comunità. Eppure questa parte della storia viene ridimensionata o inserita in secondo piano, perché non si sposa con la narrazione politically correct che il Pd vuole imporre. Al centrosinistra questo non interessa. Meglio spingere la favola degli «stranieri che salvano Modena» per bilanciare la narrazione e attaccare chi parla di fallimento dell’integrazione.