Il film che apre la sezione Un certain regard, tradizionalmente dedicata – nelle parole del direttore Thierry Frémaux – al cinema più audace, a quello che “supera i confini”, non ha tradito le attese. “Teenage Sex and Death at Camp Miasma”, diretto da Jane Schoenbrun, 39 anni, filmmaker transgender e non binario, che usa i pronomi “they/them”, è un horror elegantissimo e insieme una riflessione sull’identità sessuale, ma anche un divertissement sul cinema di genere. Interpretato dalla star di “Hacks” Hannah Einbinder e da Gillian Anderson, icona di “X-Files”, il film è stato accolto da un vero e proprio tifo da stadio già alla presentazione in sala. E l’entusiasmo non è calato alla fine della proiezione. Gillian Anderson

Jane Schoenbrun ha parlato prima della proiezione e ha rilasciato interviste a testate come “Deadline” e “The Hollywood Reporter”. “Ciò che spero di fare, come filmmaker trans e queer, è combattere contro un’idea di arte che semplifica l’esperienza umana in un pacchetto identitario”, dice Schoenbrun, che si è sposata nel 2014 con Melissa Adler e si definisce poliamorosa.

Cos’è “Teenage Sex and Death at Camp Miasma”

Che cosa è “Teenage Sex and Death at Camp Miasma”? È un horror, splatter e slasher, ma anche una riflessione sull’identità sessuale, sulle forme dell’amore e sul cinema stesso. È un film che evoca il grande cinema: lampi di “Shining”, atmosfere alla David Lynch, suggestioni da “The Blair Witch Project”. E naturalmente tutto l’immaginario dell’horror anni ’80. Schoenbrun ha aperto la proiezione citando il rapper Drake: “Abbiamo iniziato dal fondo, ed eccoci qui”. Prima di questo film aveva diretto due horror, “We’re All Going to the World’s Fair” e “I Saw the TV Glow”, entrambi presentati al Sundance Film Festival. “Teenage Sex and Death at Camp Miasma” è il primo film diretto dopo la transizione di genere. “I primi mesi della transizione sono completamente folli, ti fanno sentire come se la tua vita stesse finendo o appena iniziando”, ha raccontato Schoenbrun a “The Hollywood Reporter”. “Dopo il terrore del coming out e dell’inizio della transizione, c’è stato un nuovo terrore: immaginare come abitare il mio corpo e avere per la prima volta un rapporto sano con il sesso”. Il film immagina la rinascita di un franchise slasher dimenticato. La sequenza iniziale – bellissima – mostra poster, foto e spezzoni di un immaginario franchise anni ’80, “Camp Miasma”, su un killer adolescente transgender chiamato Little Death, che indossa una presa d’areazione come maschera e riemerge da un lago per uccidere i ragazzi del campeggio. Il personaggio è interpretato da Jack Haven, già protagonista di “TV Glow”.