A un anno dalle prossime elezioni politiche spagnole, i sondaggi mostrano segnali contrastanti. I numeri diffusi da El Pais/40db rivelano un Partito popolare (Pp) prima forza politica con il 31,3% e tre punti di vantaggio sui socialisti, e l’estrema destra di Vox alle soglie del 18%. Secondo l’ultimo sondaggio del Cis (Centro de investigacion sociologicas), invece, il Partito socialista (Psoe) del premier Pedro Sánchez sarebbe in netto vantaggio toccando quota 36,4% e staccando i popolari di quasi 13 punti. Alle suggestioni della demoscopia elettorale, però, si contrappongono le cifre reali delle difficoltà dei cittadini, che vive una crisi abitativa sempre più profonda, cartina di tornasole dei tanti nodi ancora da sciogliere di una intricata situazione socio-economica.

Le risposte dei cittadini spagnoli al sondaggio Eurobarometer della Commissione europea, nell’ultima rilevazione diffusa a maggio, evidenziano come la percezione della quotidianità sia dominata da una vera e propria emergenza strutturale legata al welfare, con il tema della casa che ha ormai assunto i contorni di una crisi senza precedenti. Ben il 39% degli intervistati indica l’alloggio come uno dei due problemi nazionali più urgenti, un dato che supera di ben 26 punti percentuali la media europea e che sorpassa persino la preoccupazione per il carovita e l’inflazione, in seconda posizione con il 32%. A questa apprensione per i costi abitativi si sommano i timori storici legati alla disoccupazione e alle carenze del sistema sanitario, avvertiti in misura significativamente maggiore rispetto al resto del continente. Questo clima di sofferenza economica si traduce in un giudizio severo sull’economia nazionale, considerata negativa dal 65% della popolazione. Una situazione che alimenta una crisi di consenso nei confronti delle istituzioni: la fiducia nel governo si attesta al 34%, mentre quella nel Parlamento si ferma al 26%, marcando un forte distacco tra i cittadini e la classe politica.