Modena, 17 maggio 2026 – C’è un’immagine che è diventata virale. Cinque uomini estranei l’uno all’altro, che per pochi – lunghissimi ed essenziali – istanti sono diventati un ‘tutt’uno’. Come un’unica mano animata da un solo obiettivo: disarmare Salim El Koudri, il 31 enne che sabato pomeriggio lungo via Emilia a Modena, a bordo della sua auto, ha travolto e ferito otto persone delle quali quattro in modo grave. Saku Talukder, 21 anni, del Bangladesh, è stato tra i primissimi ad unirsi a Luca Signorelli, per ‘neutralizzare’ il folle automobilista. La sua è una storia che parla di coraggio, altruismo e speranza. “I have a dream”: così esordisce il giovane Saku, tra la normalità del suo ‘eroismo’ e il desiderio che certi pregiudizi verso chi ha la pelle di un colore diverso siano superati.

Saku, tutta Italia la considera uno degli eroi del pomeriggio di sangue di Modena. Come ha inizio la sua storia?

“Avevo un sogno. L’Italia. Quattro anni fa sono partito dalla Libia e con un barcone sono arrivato in Sicilia, a Lampedusa. Da lì sono stato mandato a Modena. Lavoro per Italpizza e sono qui da solo: la mia famiglia vive ancora nel Bangladesh, e non vuole spostarsi”.

Cosa è successo sabato pomeriggio?