Redazione
17 maggio 2026 18:00
il momento in cui padre e figlio hanno bloccato la fuga di Salim El Koudri (Foto: Screenshot Instagram)
Prima l’auto lanciata contro i pedoni nel centro di Modena, poi il caos, le urla, i feriti a terra. E infine alcune persone che, senza conoscersi tra loro, corrono verso l’uomo indicato come responsabile per fermarlo: italiani, egiziani, pakistani. Tra loro Luca Signorelli, l'uomo che, per primo, non ha esitato a braccato Salim El Koudri una volta uscito dall'auto con un coltello in mano. Ma anche Osama Shalaby, muratore egiziano di 56 anni, e il figlio Mohammed, 20 anni, che hanno inseguito e bloccato l'uomo in fuga. Sono stati tra coloro che hanno contribuito a bloccare Salim El Koudri, il 31enne fermato dopo aver investito sette persone sabato pomeriggio lungo via Emilia Centro.Il racconto del padre e del figlio "Non abbiamo avuto paura, siamo egiziani, abbiamo paura solo di Dio", ha raccontato Osama all’Ansa ripensando a quei momenti. Padre e figlio spiegano di aver agito d’istinto, insieme ad altri cittadini intervenuti prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, e oggi dicono di essere colpiti dai tanti ringraziamenti ricevuti.Dietro quel gesto, però, emerge anche una storia personale. "Sono trent’anni che vivo in Italia ma non sono cittadino italiano - ha detto il 56enne - spero che il mio gesto serva a qualcosa". Poi aggiunge quello che definisce il sogno della famiglia: "Una casa popolare in cui vivere tutti insieme".Il loro intervento è diventato uno dei simboli della risposta spontanea della città all’aggressione. Un aspetto richiamato anche dal sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, che dopo il vertice convocato in prefettura ha invitato a evitare strumentalizzazioni e divisioni.Il sindaco di Modena: "La migliore risposta allo sciacallaggio che vedo sui social""A chi pensa di utilizzare questa cosa per dividere e per alimentare ulteriormente rancori e incendi diciamo che abbiamo bisogno della massima unità, con la massima fermezza e determinazione nel colpire il responsabile di questo gesto", ha dichiarato il primo cittadino.Mezzetti ha poi criticato il clima sui social network nelle ore successive all’accaduto: "Faremo i conti con quello che leggo sui social, alcune cose molto brutte. Ma questo non è il momento delle polemiche, è il momento di riunire la comunità e farla sentire insieme, solidale".Il sindaco ha quindi indicato come esempio proprio il comportamento dei cittadini intervenuti per fermare il 31enne: "Prendendo esempio da chi ieri, con spirito civico, coraggio e abnegazione, è intervenuto per bloccare l’autore dell’atto e consegnarlo alle forze dell’ordine".Infine il riferimento alla fotografia diventata simbolo delle ore successive alla tragedia: "I due italiani, i due egiziani e poi i pakistani che arrivano e bloccano il responsabile: questa è la migliore risposta a quello sciacallaggio che oggi stiamo vedendo su tanti social" ha concluso il primo cittadino.










