Torino – Dice Massimo Recalcati, ospite di una domenica da record all’Arena Repubblica Robinson al Salone del libro di Torino, che un buon maestro è chi insegna con amore: «Ancora oggi quando entro in aula so che sono dove voglio essere». Mai come quest’anno, che celebra i cinquant’anni del quotidiano, nel nostro spazio al Lingotto abbiamo scritto insieme a lettrici e lettori la parola comunità: un pubblico mai così numeroso. Oggi la fiera letteraria più importante d’Italia chiude. E allora proviamo a riannodare i fili di cinque giorni straordinari.

Nicola Piovani

A partire dalle parole chiave. Le prime: Costituzione e democrazia. A pochi giorni dal 2 giugno, dagli 80 della Repubblica italiana, la Carta “viva” è stata al centro degli appuntamenti con Gustavo Zagrebelsky e con Michele Ainis. Una conquista, quella del sistema democratico, che ha una lunga storia come ha raccontato Ezio Mauro. Una conquista che va difesa. Come? A cominciare dalle parole. Un linguaggio più morbido, una sinistra che se ne faccia carico ricordandosi che la felicità delle persone è un tema politico. Lo ha detto dal palco Gianrico Carofiglio. Lo ha ribadito Luigi Manconi. Una lingua accogliente che non abbia paura della complessità: è la sveglia suonata da Roberto Saviano.