Un matrimonio chiuso malamente, tra diffide e avvocati anche per vedere i cani. Paola Turci è tornata a parlare dell’unione tanto chiacchierata con Francesca Pascale, finita a carte bollate dopo due anni e la fuga dalla villa tra le campagne della Toscana dell’ex di Silvio Berlusconi. Un divorzio su cui nega però i motivi di gelosia circolati tra le pagine di gossip.

Il divorzio da Francesca Pascale

La relazione tossica

Le diffide di Paola Turci

Il divorzio da Francesca PascaleTurci si è raccontata al Corriere della sera, in occasione del lancio del singolo Vita mia, primo estratto del nuovo album in uscita in autunno, in cui non mancheranno i richiami alla relazione tribolata con Pascale.Rispondendo al riferimento della “prima primavera” estrapolato dal testo della canzone, la 59enne artista romana ha confessato che “dopo due giorni dalla separazione ero felice. Forse un po’ disorientata ma woooah. Certo, prima le stagioni ci sono state e anche un inverno prolungato“.Per quanto la storia con Francesca Pascale sia finita male, la cantante ha però parlato di un divorzio senza cicatrice “o se lo è stata si è già rimarginata. All’inizio qualche affermazione e qualche bugia mi hanno disturbato, poi ho lasciato andare”.La relazione tossicaNell’intervista, Turci ha voluto smentire la sua gelosia per la domanda “ti posso corteggiare?” fatta dall’allora moglie a Francesca Fagnani durante una puntata di Belve, alla quale alcune voci avevano attribuito il motivo del divorzio con Pascale: “È stato tutto travisato, a partire dal mio post: ‘non sono gelosa ma’. In realtà la gelosa era lei”.ANSAFrancesca Pascale durante l'intervista a BelveDel resto, Turci si è detta d’accordo con la definizione di “relazione tossica” data dall’ex in un’altra intervista: “Quello è vero. C’erano incomprensioni ed era sempre più marcata una differenza di vedute e di opinioni che all’inizio non c’era. Se incontrassi la persona che vedo in certi filmati adesso, come quello di Viareggio (in cui Pascale insulta dei manifestanti ProPal ndr) eviterei di averci a che fare”.