Per la prima volta Paola Turci apre il suo cuore e racconta come è andata con Francesca Pascale, la donna che ha amato, che ha sposato e dalla quale si è amaramente separata.La ripartenza Un addio dalla campagna della Toscana per ritornare a Roma e ritrovare anche la sua musica. Paola Turci oggi, come racconta a Sette, si sente «felice e in ripartenza» e tutta questa aria di novità e cambiamento la si può ascoltare in Vita mia, il suo nuovo singolo. Una canzone che rappresenta un reset, «scritta con Veronica Lucchesi della Rappresentante di lista che ha subito colto l’aria di rinnovamento, di complicità, di voglia stare insieme oltre i pregiudizi e le differenze».
Canta una nuova Primavera, non l'ultima. Canta nuovamente la leggerezza e l'allegria che «si erano assopite, erano in pausa. Non me ne rendevo conto, ma da metropolitana quale sono, i cinque anni vissuti con Francesca Pascale nella Toscana bucolica mi sono pesati. Mi mancavano anche quelle cose stupide della vita cittadina che quando hai magari disprezzi, come i rumori della strada. Mi fa piacere sentire l’autobus che passa lontano, è un sintomo di presenza umana che è quello che mi è mancato. Per scrivere ho il bisogno di sentirmi “insieme”. Tornata a Roma, in un residence mentre sistemavo casa, il disco è nato in due mesi».Nessun rimpianto Non ha rimpianti su niente. Nemmeno sulla fine della storia con Francesca Pascale. «Dopo due giorni dalla separazione ero felice. Forse un po’ disorientata ma woooah». A Sette ammette con sicurezza che la fine della storia non è in nessun modo una cicatrice «No, o se lo è stata si è già rimarginata. All’inizio qualche affermazione e qualche bugia mi hanno disturbato, poi ho lasciato andare. Come dico nel brano “la verità conta”».Sicuramente è stata una relazione tossica, come ammessa dalla stessa Pascale tempo fa. «C’erano incomprensioni ed era sempre più marcata una differenza di vedute e di opinioni che all’inizio non c’era. Se incontrassi la persona che vedo in certi filmati adesso, come quello di Viareggio eviterei di averci a che fare».Poi sul matrimonio chiarisce che «l’ho fatto per amore: lei avrebbe voluto sposarsi dopo sei mesi che ci siamo conosciute. E forse non c’era bisogno neanche del primo, sebbene voglia un bene enorme al mio ex marito. Trovo stupendo che le mie nipoti a 25 anni lo chiamino ancora zio Andrea (Amato, giornalista e autore ndr)»..Paola Turci racconta che «ho scoperto le sue idee leggendo un’intervista realizzata da Francesca Fagnani sul Fatto in cui parlava solo di diritti civili e Pannella… Una visione che non era certamente di destra. Mi ha incuriosita. Poi si è presentata e mi ha corteggiata. Mi ha conquistata con il suo essere simpatica e sveglia. È stata la prima e forse l’ultima volta in vita mia che mi sono innamorata di una donna, ma non la prima che mi sono innamorata di una persona».Una storia chiusa male ma non per colpa di Paola. «Io sono una persona pacifica e pacificatrice. Ho tentato di contattarla, non con grandi slanci, ma non mi è stato possibile raggiungerla. Lei dal giorno uno ha mandato avanti i suoi avvocati e di conseguenza io ho fatto lo stesso. Ora si parlano fra legali. C’è un accordo di riservatezza e non posso dire molto, anche se lei è stata la prima a parlare e mi è toccato mandarle delle diffide».Il dolore per il cane Tra le questioni legali c'è finito anche Lupo, il cane che vive a casa di Francesca. «Non solo il mio cane, ma anche i suoi dieci con i quali ho vissuto, e dormito, in tutti questi anni. Nel contratto di separazione avevo rinunciato a rimanere in una delle sue case in attesa della sistemazione della mia, pur di avere in cambio la possibilità di vedere i cani due volte al mese. Lei ha detto che cancellavo le visite per motivi di lavoro… in realtà, quando dopo vari rimandi finalmente ne era stata fissata una per un lunedì, il sabato prima lei mi ha mandato una pec per comunicare che non ci sarei potuta andare. Dopo qualche mese in cui le ho pensate tutte per poterli incontrare ho deciso di dare un colpo secco e di non vederli più. Ho deciso di non fare un torto al mio Lupo e l’ho lasciato nel branco in cui è arrivato che aveva 4-5 mesi e che lo ha svezzato. Mi è rimasta qualche foto sul cellulare. Puoi immaginare il dolore... C’è un vuoto grandissimo».Nel disco che uscirà si parlerà anche del suo matrimonio. Inevitabile. «Ci saranno accenni ma mescolati ad altri stati d’animo e altre esperienze vissute».Paola Turci è una donna forte. E lo ha dimostrato anche smettendola di nascondere il suo volto dopo l'incidente in auto.« Nel 2013 con l’autobiografia Mi amerò lo stesso ho capito che ero stanca di nascondermi e mi era venuta voglia di dirlo pubblicamente, non solo all’analista. Mi sono sentita in pace, finalmente libera da uno scudo che invece di proteggermi mi soffocava...».A Sette confessa che «per vent’anni ho pensato alla bellezza degli occhi degli altri: normali e in equilibrio. Ho fatto molti interventi chirurgici, l’ultimo nel 2016, ma adesso non cerco più quell’equilibrio. A volte torna il riflesso di sedermi e mettere al riparo dagli sguardi il mio lato destro, e sebbene senta una differenza fisica, qualcosa che tira ad esempio, mi dimentico da che parte sia».









