Una giornata bella tosta, con tre autori pronti a correre per la Palma. Alla fine delle visioni solo uno tuttavia sembra meritare questa possibilità, senza voler dire che gli altri hanno deluso.
EL SER QUERIDO di Rodrigo Sorogoyen (Concorso) – Dal regista castigliano arriva il film che ci si attendeva: potente, teso, vibrante. Da sempre attratto dalle situazioni forti e da una conflittualità esistenziale, sociale, politica, anche nella dimensione seriale del racconto, Sorogoyen esplora il sentimento che contrappone un regista affermato (Esteban, un grandioso Javier Bardem, meritevole di Palma) a un’attrice (sua figlia Emilia, non riconosciuta e abbandonata), alla quale Victoria Luengo conferisce quella nervosa presenza necessaria: il primo prova un grande senso di colpa e vorrebbe rimediare; la seconda nutre un motivato rancore. Esteban, prossimo a girare un ulteriore film, chiede alla figlia di farne parte: dapprima titubante, la giovane accetta. Il set diventerà teatro di riavvicinamento e scontro continuo tra i due, coinvolgendo il resto della troupe in un nervosismo crescente. Basterebbe la prima sequenza a far capire ancora una volta il talento di questo regista: un dialogo lunghissimo tra padre e figlia, tutto in continuo controcampo e in primo piano, dove la leggerezza del primo momento sfocia in un diverbio sempre più incontrollato; e basterebbe ancora quella meravigliosa sequenza, sul set del film, dove a tavola i toni iniziali da commedia e lo sfacciato divertimento degli attori fanno esplodere la rabbia e la violenza verbale del regista. Non c’è solamente questo, in un film nel film, girato nel deserto, dove il vento fa rumore quanto le parole. Se il ricordo corre immediatamente a “Sentimental value” di Joachim Trier, che l’anno scorso qui vinse il Gran Premio Speciale e in America l’Oscar come miglior film internazionale, l’approccio è completamente diverso: il sole, il deserto, un regista del Sud Europa e non del Nord mettono in campo la rivalità familiare con una voracità ben più marcata. Sorogoyen, insomma, reclama la Palma. E a mani vuote a casa difficilmente questo film andrà. Per ora in testa alle nostre preferenze. Voto: 8.











