Il militare, del 9° reggimento d'assalto paracadutisti Col Moschin, ha agito d'istinto, raccontando di aver messo in pratica i "continui addestramenti" sul campo "anche in scenari simili"
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Stava andando in bici in un negozio del centro quando da lontano si è accorto della folla vicino all'incrocio, "gente sconvolta che urlava". "Così ho deciso di avvicinarmi e, senza pensarci due volte, ho prestato soccorso a una donna che aveva le gambe amputate, cercando di tamponare l'emorragia". A raccontare quei momenti di "orrore", nel pomeriggio di ieri a Modena, è un ufficiale dell'Esercito, il primo a soccorrere la donna che ha riportato l'amputazione di entrambe le gambe dopo essere stata falciata dall'auto lanciata contro la folla da Salim El Koudri. "Mancavano una ventina di minuti alle cinque - ricorda all'ANSA - quando da lontano ho visto un pò di gente, all'inizio pensavo ci fosse un'esibizione di qualche artista di strada. Poi, quando mi sono avvicinato, mi sono accorto che erano tutti sconvolti, attoniti. Una donna era a terra, è stata una scena raccapricciante. Aveva le gambe amputate e spappolate. Una signora, che ho scoperto poi essere un medico, la stava già trattando e così mi sono affiancato. Dal mio zaino ho estratto la tourniquet (laccio emostatico) che porto sempre con me e ho fermato l'emorragia sulla gamba sinistra. Sulla destra ha operato un paramedico che nel frattempo era riuscito a trovare due cinture per bloccare il sangue".













