VERONA - "Frocio del c...". E poi la foto di due proiettili. L'intolleranza e l'omofobia bussano alla porta di Giuliano Costalunga, l'ex parroco di Selva di Progno che nel 2018 lasciò il paesino sui monti Lessini per raggiungere le Canarie e sposare il compagno. «Stavo uscendo di casa con il cane, quando ho visto due fogli tra le maglie della rete del cancelletto», racconta. «Erano due fotocopie, una con la scritta "frocio del c..." e sull'altra la riproduzione di due proiettili. Oltre questo, sul pannello affisso alla ringhiera che promuove la mia parrocchia ho trovato un taglio. Sono spaventato». È successo a Campiano, in provincia di Verona. Nella tarda mattinata di ieri è stata fatta denuncia anche nella caserma dei carabinieri. Ma questa è una storia che parte da lontano.
LA VICENDA PERSONALE Dopo otto anni all'estero, infatti, Costalunga è tornato nel suo Veneto e, sempre nella provincia veronese, proprio lì a Campiano dove abita, ha aperto una realtà parrocchiale con la Chiesa Vetero Cattolica Riformata. La celebrazione di un funerale è stato l'evento che ha indotto la Diocesi di Verona a diramare una comunicazione, invitando tutti i fedeli della parrocchie della provincia, a prendere le distanze da lui. Con tanto di scomunica pubblica. «Si informano i fedeli che il signor Giuliano Costalunga è stato dimesso dallo stato clericale il 6 dicembre 2018 con provvedimento del Sommo Pontefice», recita l'avviso, firmato dal vescovo Domenico Pompili.«Avendo inoltre aderito a una Chiesa scismatica, non in comunione con la Chiesa cattolica romana - la Chiesa Vetero Cattolica - è incorso anche nella censura della scomunica latae sententiae per il delitto di scisma, ai sensi del canone 1364 del Codice di Diritto canonico». E dopo il richiamo alla legge, il consiglio: «Pertanto al signor Costalunga è proibito di celebrare la Santa Messa e gli altri sacramenti e celebrazioni. Si invitano pertanto i fedeli, con senso di responsabilità ecclesiale, ad astenersi dal richiedere celebrazioni al signor Giuliano Costalunga e dal prendervi parte nel caso in cui fossero da lui presiedute». Si è quindi fissata l'attenzione su questo ex prete, omosessuale, che ha deciso di vivere rivendicando la sua scelta personale, senza però rinunciare all'eucarestia, aderendo quindi a una chiesa che riconosce e ammette la comunità Lgbtq+. «Il 13 aprile scorso, a trent'anni dalla mia ordinazione, come prete della Chiesa Vetero Cattolica Riformata, ho aperto una realtà parrocchiale che si chiama Bethlehem, La Casa Del Pane. Celebro e vivo il mio ministero abbracciando ogni tipo di diversità», ha spiegato Giuliano Costalunga. Evidentemente la sua scelta di campo non va giù a qualcuno, che ha pensato di recapitargli un bel carico d'odio direttamente a domicilio. IL PRECEDENTE «E non è il primo episodio», racconta. «Un paio di giorni fa sempre sul cancelletto c'era un pezzetto di carta con scritto "culatone". La cosa mi ha infastidito ma non gli ho dato più di tanto peso. Ora però il fatto che sia successo di nuovo e che stavolta ci siano anche i proiettili, cambia la situazione». Ed è il motivo per cui ieri è andato a denunciare tutto alla stazione dei carabinieri di Illasi. Nel verbale di tre pagine Costalunga ha ripercorso tutta la sua vicenda personale, facendo riferimento anche alla scomunica pubblica del vescovo di Verona come elemento detonante per l'odio che ora lo raggiunge fin sulla porta di casa. «L'ho anche denunciato per diffamazione per tutte le cose false che ha scritto su di me».






