Due ragazzi che si tengono per mano, una passeggiata in centro a Trento, una scena che dovrebbe essere normale in un Paese civile. Invece no: un gruppo di giovani nordafricani musulmani li avvicina e urla loro in faccia che “il Corano dice che i gay devono bruciare”. Lo racconta Paolo Berizzi su la Repubblica, preceduto solo da qualche media locale. Ma se questa frase l’avesse pronunciata un omofobo italiano, magari dichiaratamente cattolico, apriti cielo. Prime pagine, condanne unanimi, indignazione internazionale. "Magari persino un vertice dell’ONU...", fanno sapere da Esperia Italia che ha tirato fuori la polemica. Insomma, quando a pronunciare parole omofobe sono migranti musulmani, cala il silenzio. Nessuna apertura di telegiornali, nessuna mobilitazione social a tappeto. Perché? Perché nella narrazione dominante bisogna mostrare sempre e solo il volto “positivo” dell’immigrazione: l’accoglienza, l’integrazione, le storie di riscatto.
Gay aggrediti: "Per il Corano dovete bruciare". Ma se l'omofobia è islamica non "fa notizia"
Due ragazzi che si tengono per mano, una passeggiata in centro a Trento, una scena che dovrebbe essere normale in un Paese civile. Invece no: un grupp...






