Gli omogeneizzati che gocciolano sulla tastiera, le torte rustiche preparate a iosa da Paola Cortellesi e un unico portatile che i tre sceneggiatori si sono passati per mesi di mano in mano. I buffi segreti, o qualcosa che ci assomiglia, della preparazione dello script di C’è ancora domani, sono stati raccontati al Salone del Libro di Torino 2026. Cortellesi assieme ai colleghi di scrittura Giulia Calenda (sorella del leader di Azione, Carlo) e Furio Andreotti (che non è parente del Divo Giulio) hanno accompagnato in pubblico l’uscita dello script del film campione d’incassi tra il 2023 e il 2024, ora stampato in forma di libro grazie all’editore Feltrinelli. “Quando proposi al produttore Mario Gianani un film d’epoca, in bianco e nero e sulla violenza su una donna, lui ebbe un mancamento”, scherza il celebre volto comico della tv e del cinema che con C’è ancora domani ha esordito alla regia con il botto racimolando quasi 37 milioni di euro di incassi. “Nel neorealismo c’era già in embrione la commedia, guardate solo come prima dell’uccisione di Anna Magnani in Roma città aperta ci sia la scena della padellate di Aldo Fabrizi”, ricorda Andreotti. “Paola ha iniziato tutto dalle musiche.
Omogeneizzati che gocciolano sulla tastiera, torte rustiche e un unico computer da dividersi: Paola Cortellesi svela al Salone del Libro i "segreti" della scrittura di "C'è ancora domani"
Paola Cortellesi al Salone del Libro racconta come è nata la sceneggiatura di C'è ancora domani: curiosità e aneddoti inediti.














