di
Paolo Mereghetti
In «Paper Tiger», del regista James Gray, due fratelli inseguono il sogno americano ma rimangono invischiati in un complotto della mafia russa
Ultimo arrivato ieri in competizione, l’americano James Gray con Paper Tiger (Tigre di carta) si conferma grande narratore di quella piccola borghesia di ascendenza ebraica che già aveva messo al centro dei suoi film precedenti.
Qui siamo nei Queens, nel 1986: l’intraprendente Gary Pearl (Adam Driver) si presenta al fratello Irwin (Miles Teller) con quella che sembra la soluzione perfetta dei suoi problemi economici: offrirsi come consulenti per l’imminente opera di bonifica di un canale molto inquinato.










