di

Mario Platero

La foto virale sul web, i due prodotti vanno a ruba e i prezzi decollano. È probabile che il fondatore di Tesla e Space X abbia voluto lanciare un segnale anche tramite l'abbigliamento del bambino: nella tradizione la testa di tigre allontana gli spiriti maligni

Come sempre, ai grandi vertici non può essere mai tutto previsto. E se quello di Pechino è stato alla fine di portata storica, un angolo di storia se lo è ritagliato anche il figlio di sei anni di Elon Musk, Lil X (ma il nome completo è X Æ A-Xii). Il ragazzino è apparso agli incontri ufficiali nei corridoi del Palazzo del Popolo al fianco del padre, che lo vuole sempre con se, con un adorabile gilet di seta celeste, ricamato, stile contemporaneo, ma ispirato dalla dinastia Tang, e soprattutto con una borsa tracolla a muso di tigre, rifinita a mano. Risultato: i cinesi sono impazziti. Hanno adorato il ragazzino, appena un pochino indisciplinato, apprezzato la dimostrazione di rispetto per la cultura locale da parte del padre e le immagini sono andate virali.

Con un altrettanto inatteso risvolto commerciale, tema, diciamolo, che, di questi tempi non è mai stato agevole fra le due nazioni: i produttori della borsa fatta a mano a forma di tigre e del gilet sono stati presi alla sprovvista da una domanda incontenibile per i due gadgets che sono andati esauriti nel giro di una paio d’ore. La borsa è prodotta da Yastee, un marchio di artigianto popolare lanciato 19 anni fa con sede nel Guangxi, in Cina, una regione meridionale autonoma al confine con il Vietnam. Lo stile della borsa tipico cinese è chiamato «Hǔtóu» (testa di tigre) ben riconosocibile nell’inconografia tradizionale dell’arte popolare cinese con un inevitabile tocco contemporaneo secondo la tendenza «Guoachao» (moda nazionale).