Entrambi erano con Trump nella delegazione americana in visita a Xi. Mister Tesla ha strappato accordi sul suo sistema di guida autonoma. Il numero uno di Nvidia continua a subire i blocchi di Pechino sui microprocessori.

Sui social cinesi lo chiamano spesso “Ma Ge“, letteralmente “Fratello Ma“. Un soprannome quasi affettuoso, che dice molto del rapporto particolare tra Elon Musk e la Cina. Negli scorsi anni è stato persino suggerito come possibile presidente degli Stati Uniti, mentre i suoi tentativi di scrivere poesie in mandarino e le frequenti visite a Pechino hanno alimentato una popolarità quasi da rockstar. Un trattamento riservato anche a Jensen Huang, il fondatore e amministratore delegato di Nvidia, il colosso statunitense dei chip. Pure il super manager della compagnia al centro della contesa tech tra Pechino e Washington, di origine taiwanese, è un visitatore abitudinario della capitale cinese.

Musk e Huang, cerchiati in rosso, nella delegazione americana in visita a Pechino (foto Ansa).

Entrambi facevano parte della delegazione con cui Donald Trump si è presentato in Cina per il suo attesissimo summit con Xi Jinping. Entrambi sono diventati super virali sui social. Lei Jun, fondatore di Xiaomi, che corre verso Musk per un selfie è diventato uno dei momenti più condivisi della giornata. Musk che fa l’occhiolino alla fotocamera, Lei che abbassa il telefono in modalità autoscatto. E naturalmente la domanda collettiva: quale smartphone stava usando? Risposta: uno Xiaomi 17 Pro.