C’è qualcosa di anacronistico, e insieme commovente, nel vedere due agenzie spaziali che appartengono a mondi sempre più distanti – per interessi, per valori dichiarati, per ambizioni geopolitiche – lavorare insieme per studiare il Sole.

Il prossimo 19 maggio, dallo Spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana Francese, Cina ed Europa dovrebbero lanciare il satellite SMILE – Solar wind Magnetosphere Ionosphere Link Explorer – primo frutto del lavoro congiunto tra l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l’Accademia cinese delle scienze (CAS). A portarlo in orbita sarà un vettore Vega-C, gestito per la prima volta in totale autonomia dall’italiana Avio, che quel razzo lo costruisce. È un dettaglio che è opportuno evidenziare: l’Italia, nel mezzo di una stagione in cui le alleanze spaziali si ridisegnano con la stessa velocità con cui cambiano i dazi doganali, opera un lancio che porta in orbita un satellite sino-europeo.

SMILE osserverà l’interazione tra il vento solare e il campo magnetico terrestre. Studierà, tra l’altro, le “espulsioni di massa coronale”: le tempeste magnetiche generate da nubi di plasma che il Sole rilascia nello spazio a circa 400 chilometri al secondo. La magnetosfera terrestre le intercetta, le distorce, ci protegge, ma non senza lasciare tracce: aurora boreali, perturbazioni delle reti elettriche, interferenze sui satelliti. Capire quel meccanismo non è, solo, curiosità accademica: è una questione di sicurezza per le infrastrutture critiche di tutto il pianeta, dalle linee elettriche agli apparati in orbita.