Il collasso dell’ordine politico e giuridico internazionale degli ultimi decenni ha già innescato, come era prevedibile, un’affannosa ricerca di alternative. Tra le quali, da qualche tempo a questa parte, quella di una possibile rivincita delle cosiddette “medie potenze”, contro le tentazioni imperiali o quasi-imperiali degli Stati Uniti di Donald Trump e, più in generale, contro la presunta inclinazione di Stati Uniti, Russia e Cina a riorganizzare la convivenza internazionale attorno a una sorta di competizione o condominio tra grandi potenze, poco o per nulla rispettose dei diritti degli altri e sempre più indifferenti a qualunque vincolo normativo e istituzionale.
Il discorso di Carney a Davos
L’occasione per il rilancio di questa alternativa è stata, almeno per le opinioni pubbliche europee, il fortunatissimo discorso del primo ministro canadese Mark Carney al World Economic Forum di Davos nel gennaio 2026. In questo discorso il premier canadese è riuscito a sintetizzare in pochi minuti tutti i principali pilastri della retorica e del possibile progetto di un nuovo ordine internazionale ideato e garantito dalle medie potenze. In primo luogo, il riconoscimento realistico che non ha più senso “invocare il rules-based order come se questo funzionasse ancora”. Tutto l’opposto: “noi sappiamo che il vecchio ordine non tornerà. Non dovremmo piangerne la scomparsa. La nostalgia non è una strategia, ma crediamo che da questa frattura possiamo costruire qualcosa di più grande, di migliore, di più forte e più giusto”. Da qui, appunto, il richiamo al ruolo delle medie potenze: in un “sistema di rivalità crescente tra grandi potenze, nel quale i più forti perseguono i propri interessi impiegando l’integrazione economica come strumento di coercizione, (…) le medie potenze devono agire insieme, perché se non saranno al tavolo saranno sul menù. (…) In un mondo di rivalità tra grandi potenze, i Paesi che si trovano nel mezzo hanno una scelta – o competere tra loro per assicurarsi il vantaggio dei più forti o coalizzarsi per creare una terza forza con un impatto sugli altri”.









