“Profonda preoccupazione e ferma condanna in merito all'attuale stallo delle procedure di assunzione”. A esprimerla, in una nota, è il Comitato Idonei Concorsi Regione Puglia, che interviene a poche settimane di distanza dall'approvazione, in Consiglio pugliese, di una proroga della validità delle graduatorie fino al 2027.“Assistiamo a un paradosso inaccettabile”Un sì che per, gli idonei, non è sufficiente: “Nonostante i recenti provvedimenti legislativi - dicono - che hanno garantito la proroga delle graduatorie, assistiamo a un paradosso inaccettabile: abbiamo ottenuto tempo, ma non abbiamo ottenuto giustizia”. Per il Comitato, “la proroga della validità delle graduatorie sta assumendo i contorni di una misura fine a se stessa, una ‘gentile concessione’ che non trova riscontro nei fatti. Il Piao della Regione Puglia prevede scorrimenti che, ad oggi, restano in gran parte fermi al palo. Prorogare delle graduatorie senza attivare i flussi di assunzione programmati significa condannare migliaia di professionisti a un limbo infinito, illudendo il merito e premiando l'immobilismo burocratico”.“Legge obbliga agenzie regionali ad assumere da graduatorie vigenti”Il gruppo ricorda anche la legge regionale 24 del 2023, che “obbliga le agenzie regionali e le società partecipate ad attingere prioritariamente dalle graduatorie vigenti della Regione Puglia prima di indire nuovi concorsi. Eppure, questa norma sembra essere diventata carta straccia nel silenzio delle istituzioni”.Il Comitato, a tal proposito, segnala il caso dell'Arif, l'Agenzia regionale Attività irrigue e Forestali: “La recente pubblicazione di bandi di concorso da parte rappresenta un affronto diretto alla legge e a chi ha già superato una selezione pubblica rigorosa. Perché si spendono ulteriori soldi pubblici per nuovi concorsi quando esistono migliaia di profili già idonei e pronti a prendere servizio? Il Comitato non resterà a guardare e chiede con urgenza l’attuazione integrale degli scorrimenti previsti”.
Idonei Regione Puglia, la proroga delle graduatorie non basta: "Non sia un provvedimento di facciata"
Il Comitato: "Non condannare migliaia di professionisti a un limbo infinito, illudendo il merito e premiando l'immobilismo burocratico"







