La manifestazione (foto MT)
Alcune decine di persone si sono riunite nei pressi del consolato del Senegal a Milano, in viale Certosa, sabato pomeriggio per manifestare contro la repressione della comunità Lgbt in corso in quel Paese. “È la prima volta - ha detto lo storico attivista Paolo Hutter, in passato consigliere a Milano - che si organizza un presidio davanti a una rappresentanza diplomatica di un Paese africano”.La repressioneNegli ultimi mesi, in Senegal, sono state raddoppiate le pene per gli omosessuali (fino a 10 anni di reclusione), e si assiste ad arresti indiscriminati per colpire la comunità Lgbt: “I video che circolano - ha detto Luca Paladini, consigliere regionale e leader dei Sentinelli - danno l'aria di una caccia all'uomo a cui partecipa non solo la polizia ma anche una rete di delatori, che rendono il Senegal pericoloso per la nostra comunità”.Non restare indifferenti“Dobbiamo tenere alta l'attenzione sulla continua violazione dei diritti umani”, ha detto Elena Buscemi, presidente del consiglio comunale, durante il presidio: “Dobbiamo far di tutto perché le persone sappiano cosa succede”. E Alessandro Giungi, consigliere del Pd, ha aggiunto che “sarebbe un errore se quello che succede a migliaia di chilometri lasciasse indifferenti. Quando si mettono in carcere le persone perché si amano, ciò merita una risposta dalla città di Milano, dove c'è una costante mobilitazione su questi temi”.Il ruolo del colonialismo“Molti Stati africano non sono nati omofobi, lo sono diventati con il colonialismo. Ci sono interessi dell'Europa dei diritti verso un Paese che continua a essere sfruttato”, ha detto Leonardo Meda di Europa Verde: “Il punto in comune dei diritti ambientali, civili e sociali è la lotta al colonialismo a 360 gradi, che si ripercuote su Kyiv, sull'azione degli europei in Africa, su Gaza”.Influenze cristiane e russe“La repressione delle persone Lgbt in Senegal si inserisce in una dinamica più ampia, dove movimenti conservatori religiosi e potenze autorizzate utilizzano i diritti civili come terreno di scontro politico”, ha rilevato Nicola Bertoglio di Certi Diritti: “Molti movimenti anti Lgbt sono sostenuti dal conservatorismo cristiano, a cui si aggiunge l'influenza crescente della Russia, e della chiesa ortodossa russa, che in diversi Paesi africano promuovono una visione autoritaria e ultra conservatrice della società”.











