Genova - Il riconoscimento dei figli di coppie omosessuali, l'ufficio Lgbtqia+, l'introduzione dell'identità alias nei documenti comunali, l'apertura dell'affido familiare a tutti i tipi di famiglie: sono 4 esempi di pratiche contro le discriminazioni e l'omofobia che il Comune di Genova sbandiera nel convegno a Palazzo Tursi sull'adesione di Genova alla rete Ready cioè l’associazione di enti locali e regionali italiani nata per promuovere politiche di inclusione sociale e tutelare i diritti delle persone LGBTQIA+. In realtà Genova era già parte della rete anche nei passati cicli amministrativi ma, sostiene Ilaria Gibelli (la consulente del Comune per l'ufficio Lgbtq), "di fatto negli ultimi anni era dormiente e se non fai nulla è come non esserci".
Per la sindaca, Silvia Salis, è un motivo di orgoglio e identità: “Se questi sono temi divisivi, sappiamo da che parte schierarci. Per anni Genova ha vissuto un blackout su questi temi ma non è che le persone e i loro diritti scompaiono se fai finta di non vederli", dice la sindaca, "rigetto l'idea che ci sia una gerarchia delle problematiche e che occuparsi dei diritti significhi ignorare trasporto pubblico o lo stato della città. I diritti delle persone non vengono né prima né dopo alle azioni amministrative, il benaltrismo è il male della politica". Salis rivendica l'approccio comune della giunta su tutti gli assessorati. Le assessore Bruzzone e Lodi hanno raccontato le politiche messe in campo e previste. Sono intervenuti anche i rappresentanti di Arcigay Genova e del Liguria Pride con Marco Fiorello che ha spiegato come centri antiviolenza, consultori pubblici e modifiche del linguaggio siano state innovazioni nate dall'attività dei movimenti negli anni "i nostri movimenti sono intersezionali, il che vuol dire che le lotte contro le disuguaglianze sono tutte legittime". Le città ospite di Bologna e Torino hanno portato l'esperienza delle loro città e l'organizzazione dell'Europride a Torino nel 2027. "Sarà la più grande manifestazione a livello europeo e una grande occasione per portare avanti le battaglie della comunità e ritrovare Genova al nostro fianco è stato un momento importante. A Torino l'ufficio Lgbt esiste dal 2001 e ha molto aiutato l'amministrazione, il nostro manifesto politico è internazionale".











