Redazione

15 maggio 2026 18:50

Totó Cuffaro nel giorno dell'interrogatorio in Procura a Palermo (Foto LaPresse)

L'ex presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro ha patteggiato la pena a tre anni. Lo ha deciso il gup del Tribunale di Palermo Ermelinda Marfia che ha accolto la richiesta presentata nella scorsa udienza preliminare dalla difesa dell'imputato, accusato di corruzione e traffico di influenze nell'ambito dell'indagine della procura di Palermo sulla gestione illecita di un concorso bandito dall'ospedale Villa Sofia, sulle nomine dei vertici della sanità siciliana e su presunti illeciti nell'aggiudicazione di appalti. I magistrati inquirenti nella scorsa udienza hanno dato il consenso. La pena patteggiata sarà convertita in lavori di pubblica utilità.Cuffaro verrà liberato dai domiciliari. Cinque mesi li ha già scontati in custodia cautelare, gli restano da espiare 2 anni e sei mesi. In questo periodo non potrà frequentare politici. Nella sentenza si legge che Cuffaro ha il "divieto di frequentare soggetti che rivestono cariche politiche e/o legislative e/o amministrative, salvo trattasi di familiari o altre persone conviventi, salvo che trattasi di incontri che ineriscano allo svolgimento dei lavori di pubblica utilità, ovvero volti a ottenere un pubblico servizio". L'ex governatore presterà servizio nella sede dell'associazione "Casa del sorriso" a Monreale, "per non meno di sei ore e non più di quindici ore di lavoro settimanale", come prevede la sentenza. Nell'accordo coi pm che ha portato al patteggiamento, ammesso dal gip, è stabilito inoltre che dovrà risarcire con 7.500 euro l'uno il danno all'immagine subito dal nosocomio e dall'azienda sanitaria siracusana. Gli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano, legali di Totò Cuffaro tengono a sottolineare che "la decisione di optare per la definizione del procedimento con le forme del patteggiamento, pur a fronte di una sentenza della Cassazione che aveva annullato il titolo custodiale, è stata conseguenza di una precisa e sofferta scelta, condivisa con il proprio assistito, di definire celermente la vicenda giudiziaria, consentendo al dottor Cuffaro di riacquistare serenità nell'ambito esclusivamente degli affetti personali e familiari".Come Gup, la stessa Marfia ha invece rinviato a giudizio sei coimputati di Cuffaro che avevano optato per il rito ordinario, prosciogliendo solo - perché il fatto non sussiste - la Dussmann Service srl. Il 7 settembre, davanti alla terza sezione del tribunale, inizierà il processo per corruzione e traffico di influenze illecite, reati contestati a vario titolo, contro l'ex direttore generale dell'azienda ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo, Roberto Colletti, il primario del Trauma Center di Villa Sofia, Antonio Iacono, lo storico autista e collaboratore di Cuffaro, Vito Raso: Mauro Marchese, Marco Dammone e Sergio Mazzola, imprenditore originario di Belmonte Mezzagno, titolare della Euroservice srl. Stralciato Ferdinando Aiello, che ha chiesto l'abbreviato e sarà giudicato a luglio.In una nota la Dussmann Service esprime soddisfazione per la decisione del gup che ha stabilito “la totale estraneità dell’azienda rispetto all’inchiesta sull’Asp di Siracusa. Nel corso dell’intera vicenda Dussmann ha mostrato, sin dall'inizio, piena disponibilità nei confronti degli organi inquirenti, fornendo ampi chiarimenti e dimostrando la serietà del modello 231 adottato, e ha sempre ribadito di non aver ottenuto alcun vantaggio diretto o indiretto dalla procedura oggetto di indagine, circostanza che oggi trova ulteriore e definitiva conferma nella decisione dall’Autorità giudiziaria”.