HomeCronacaInchiesta corruzione in sanità, Totò Cuffaro patteggia 3 anni: torna libero ma non potrà frequentare politiciL’ex governatore della Sicilia ha ottenuto di sostituire la pena detentiva con lavori di pubblica utilità. Dovrà risarcire con 15 mila euro l'azienda ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo e l'Asp di SiracusaL'ex governatore della Sicilia Totò CuffaroRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 15 maggio 2026 – Il gip di Palermo ha rinviato a giudizio 6 persone tra manager, medici e imprenditori coinvolti nell'inchiesta su illeciti nella sanità siciliana. Il settimo imputato, il faccendiere Ferdinando Aiello è stato ammesso al giudizio abbreviato che sarà discusso il 7 luglio prossimo. Nell'indagine era finito anche l'ex presidente della Regione Totò Cuffaro che ha patteggiato 3 anni per corruzione e traffico di influenze. Prosciolta la ditta Dussmann srl rappresentata dall'ingegner Renato Spotti.

A giudizio sono andati l'ex manager dell'ospedale Villa Sofia Roberto Colletti, Antonio Iacono, primario del Trauma Center dello stesso nosocomio, e l'ex storico segretario del governatore Vito Raso, tutti indagati per il concorso truccato per la stabilizzazione di 15 operatori socio-sanitari bandito da una delle maggiori realtà ospedaliere siciliane, l'azienda Villa Sofia-Cervello appunto. Nella vicenda era imputato anche Cuffaro. E ancora, per la contestazione relativa a un appalto messo a gara dall'Asp di Siracusa sono stati rinviati a giudizio Mauro Marchese e Marco Dammone, della Dussman srl (non è stato rinviato a giudizio Roberto Spotti, legale rappresentante della stessa società, estraneo all'inchiesta) e l'imprenditore di Belmonte Mezzagno Sergio Mazzola, titolare della ditta Euroservice.