La giudice dell’udienza preliminare Ermelinda Marfia ha deciso di accogliere la richiesta di patteggiamento della pena presentata dai legali di Salvatore Cuffaro che ora si trova agli arresti domiciliari e che dovrebbe scontare con i lavori socialmente utili, quindi non in carcere
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L'ex presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro ha patteggiato la pena di 3 anni per le accuse di corruzione e traffico di influenze legate a un concorso truccato bandito dall'ospedale palermitano Villa Sofia e a presunti illeciti nella gestione di una gara bandita dall'Asp di Siracusa. Cinque mesi l'ex segretario della Dc li ha già scontati in custodia cautelare, gli restano da espiare 2 e sei mesi. Nell'accordo coi pm che ha portato al patteggiamento è stabilito anche che dovrà risarcire con 7.500 euro l'uno il danno all'immagine subito dal nosocomio e dall'azienda sanitaria siracusana. La pena patteggiata sarà convertita in lavori di pubblica utilità. Lo ha deciso il gup del Tribunale di Palermo Ermelinda Marfia che ha accolto la richiesta presentata nella scorsa udienza preliminare dalla difesa dell'imputato. I magistrati inquirenti nella scorsa udienza hanno dato il consenso.







