Totò Cuffaro è un uomo libero. Non farà un solo giorno di carcere. L’incubo non si è concretizzato: la gup Ermelinda Marfia ha accolto la richiesta di patteggiamento avanzata dall’ex presidente della Regione Siciliana. Tre anni di lavori di pubblica utilità che sostituiranno la detenzione. Così come previsto nella proposta d’accordo a cui ha dato parere favorevole la procura di Palermo. Cuffaro presterà la sua opera alla “Casa del Sorriso” di Monreale ma non potrà, per tutta la durata della “pena”, incontrare politici o persone che hanno cariche istituzionali, legislative e amministrative. Questa è solo una delle prescrizioni stabilite dalla giudice. A proposito di pena, c’è da fare qualche calcolo: l’ex governatore era da cinque mesi agli arresti domiciliari dopo l’ordinanza emessa dal gip. Ne restano quindi da scontare due anni e mezzo. In questo lasso di tempo Cuffaro, inoltre, non potrà lasciare la Sicilia. Gli verrà ritirato anche il passaporto: i viaggi in Africa per beneficenza, quindi, saranno interrotti almeno per i prossimi 30 mesi. L’imputato dovrà anche mettere mano al portafogli. Il patteggiamento prevede inoltre il risarcimento di 7.500 euro per il danno all'immagine subito dall’ospedale Villa Sofia-Cervello e dall'azienda sanitaria siracusana.